Torna a parlare il Ministro Speranza, che fa il punto sui nuovi vaccini e sulla quarta dose.

Roberto Speranza è stato ospite di “Metropolis” e il Ministro della Salute ha parlato a lungo dei nuovi vaccini. Speranza ha più volte sottolineato che i vaccini anti-covid sono stati aggiornati e possono dunque ostacolare la variante Omicron.
“È chiaro che noi metteremo a disposizione i vaccini più aggiornati non appena saranno realmente sul territorio. Perché, poi, una cosa è l’autorizzazione dell’ente regolatorio e un’altra cosa è l’arrivo materiale dei vaccini in ogni singolo territorio“. Tutto questo, sottolinea Speranza, sarà affrontato nei prossimi giorni, ma è necessario “avere un vaccino aggiornato in modo da gestire al meglio questa partita“.
“Spingere su questa campagna di vaccinazione perché il Covid non è magicamente scomparso, non ha preso un astronave ed è finito su Marte, non è evaporato. Per questo io chiedo a tutte le forze politiche di assumere un impegno a continuare con forza e determinazione la campagna di vaccinazione dopo il 25 settembre – continua -. Se molliamo sulla campagna di vaccinazione facciamo un clamoroso passo indietro e rischiamo di disperdere quel lavoro straordinario che abbiamo fatto. E questo ci può esporre a maggiori rischi”, in autunno-inverno“.
Secondo Speranza in vista delle elezioni politiche, è necessario che gli Italiani sappiano cosa ne pensano i vari partiti politici: “Questa cosa la sto chiedendo da tempo con molta forza e veemenza e ancora non arriva una risposta chiara. Sto dicendo a Giorgia Meloni e Matteo Salvini: perché non dite con chiarezza che dopo il 25 settembre la campagna continua con determinazione come fatto finora. Temo che Salvini e Meloni in particolare non dicono una parola chiara perché fanno l’occhiolino ai no-vax pensando di poter prendere qualche voto in più, ma questo tema è troppo serio”.
Secondo Roberto Speranza, si sta avvicinando l’ora decisiva è necessario: “Lanciare con forza questa ulteriore campagna di vaccinazione” per la quarta dose, “che in questo momento è rivolta a una fascia che è quella dei più fragili e delle persone sopra i 60 anni, oltre alle persone che vivono nelle Rsa e agli operatori sanitari. C’è una raccomandazione che, dunque, non riguarda tutti i cittadini nel complesso. Ed è chiaro che ora parte la fase espansiva”.
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