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Catania è la città siciliana con più morti sul lavoro, Cisl: “fermare scia di sangue”

Primato di sangue alla città etnea: troppi infortuni e morti nel 2022. I sindacati chiedono a gran voce di agire per fermare la scia di sangue dei morti sul lavoro.

Il segretario generale della Cisl catanese, Maurizio Attanasio, e la segreteria regionale della Cisl siciliana, Rosanna Laplaca, sono stati le guide che hanno condotto una delegazione di rappresentanti sindacali dei lavoratori alla consegna ai rappresentanti del governo un documento con le proposte del sindacato: coordinamenti permanenti in tutti i territori raccordati con il comitato regionale, aumentare il numero degli ispettori, investire in formazione, sinergia con la scuola.

Attanasio e Laplaca affermano che “i dati dell’Inail devono indurre un ripensamento radicale delle azioni messe in campo sia dalle istituzioni, sia dalle parti datoriali e sindacali, per individuare percorsi di miglioramento e per fare di più per la tutela della salute e della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati. Occorre fermare questa lunga scia di sangue“.

La necessità di questi cambiamenti è sempre più impellente: a Catania nel 2022 sono già 10 le morti sul lavoro. Dato che conferisce alla città etnea il triste primato di tutta l’isola. Il rapporto annuale che l’Inail fornisce alla provincia evidenzia: da gennaio a maggio 2022 ci sono state 3.506 denunce di infortuni (erano 2.257 nel 2021) di cui 554 solamente a maggio (erano 469 nel 2021); 25 rilevazioni di malattie professionali (20 nel 2021).

In una nota della Cisl di Catania di legge che per questo motivo nel capoluogo etneo “assume un significato particolare la mobilitazione che ha visto stamattina manifestare tutta la Cisl siciliana davanti alle nove prefetture isolane con l’iniziativa ‘Presidiamo la sicurezza'”. La richiesta è una: “Fermare la scia di sangue”.