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Ekipe Orizzonte Catania è (di nuovo) campione d’Italia: “Pallanuoto sport sottovalutato”

L'Ekipe Orizzonte Catania è campione d'Italia per la ventiduesima volta. Ai microfoni di LiveUnict, la portiera Helga Santapaola, racconta le emozioni della vittoria.

Ventiduesimo scudetto per l’Ekipe Orizzonte Catania. Un successo incredibile che permette al titolo di rimanere ancora alle pendici dell’Etna, sebbene quest’anno le ragazze guidate da Martina Miceli non partissero da favorite bensì da outsider. Helga Santapaola, seconda portiera della squadra, parla delle emozioni della vittoria ai microfoni di LiveUnict.

La cronaca del match

Le emozioni durante il match non sono mancate e, nell’aria, c’era la sensazione che il risultato potesse cambiare da un momento all’altro. Alla fine del primo tempo, l’Ekipe è avanti per 2-1 ma, nel secondo parziale, il Plebiscito Padova vince 2-0; la terza frazione poi è stata vinta dalle venete con un rocambolesco 4-3, ma il quarto tempo è segnato dall’impresa dell’Ekipe che recupera due reti di svantaggio e sfiora la vittoria. Il sogno, però, viene negato a pochi secondi dalla fine con una rete delle venete che pone il risultato sull’ 8-8.

Risultato in parità: si va ai rigori. Dopo otto tiri per squadra, il rigore decisivo è quello segnato da Giulia Emmolo. Da qui in poi, comincia la festa delle ragazze e dei tifosi: la piscina “Francesco Scuderi” si tinge ancora una volta di rossoazzurro, per festeggiare la vittoria dell’ennesimo titolo.

Vittoria del campionato? “Emozione unica”

Ai microfoni di LiveUnict, Helga Santapaola ha commentato così la vittoria: “Questo è il mio primo titolo e sono davvero soddisfatta di ciò, questo scudetto è frutto di un lungo percorso personale che mi ha portata dove sono adesso – spiega l’atleta –. Ho provato delle emozioni fortissime, difficili da descrivere, ma sono felice soprattutto del modo in cui le mie compagne più grandi mi hanno accolta, facendomi sentire subito una di loro”.

Durante la stagione non sono di certo mancati i momenti difficili, legati a vari infortuni e ad alcune positività da Covid-19, ma in questa situazione sottolinea Helga “ci sono state varie difficoltà soprattutto nel periodo della Champions League, dove eravamo in otto, ma grazie all’allenatrice abbiamo gestito il tutto, come se non fosse successo nulla e siamo riusciti a tornare alla normalità”.

Il gruppo? “Fondamentale per affrontare ogni ostacolo”

Negli sport di squadra non bastano semplicemente le giocate individuali, bensì il gruppo che spesso e volentieri fa la differenza:Costruire una squadra ben unita è una cosa fondamentale – sottolinea Helga –. Se il gruppo non è ben unito, è difficile andare avanti durante la stagione, soprattutto durante le partite. Personalmente, mi sono trovata bene con la mia squadra, anche con le ragazze più grandi, che mi hanno trattato come una sorella, eravamo tutte allo stesso livello”.

L’allenatrice Martina Miceli è stata un punto di riferimento:Lei è stata la migliore dal punto di vista sportivo e professionale: ha un carattere molto forte, bisogna prenderla nei modi giusti – continua la giovane –. Quando si innervosisce, lo fa per farti comprendere dove stai sbagliando durante l’allenamento o durante la partita, ma questo permette di migliorarci ogni giorno, lei è una motivatrice, un punto fermo per tutte noi”.

Pallanuoto: “Ancora oggi rimane uno sport di nicchia”

Ancora oggi, rispetto ad altri sport, la pallanuoto è considerato uno sport di nicchia. L’opinione è condivisa dalla giocatrice della Ekipe Orizzonte: “La pallanuoto in sé è uno sport davvero molto sottovalutato, generalmente le persone quando parlano di sport menzionano solo il calcio. Ma, secondo me, è necessario ampliare ciò: l’Ekipe Orizzonte ha vinto ben 22 scudetti, e questo non è da tutti, questo sport andrebbe riconosciuto in maniera diversa”.

Ad esempio, continua Helga, “in Croazia o in Serbia la pallanuoto è lo sport principale. Quest’ultimo andrebbe più pubblicizzato, sono poche le partite messe in chiaro dai grandi emittenti nazionali, eccezione fatta per le finali, mentre invece sarebbe necessario dare una sorta di pre-partita in modo da attirare così l’attenzione della gente”.

Paolo Salemi

Nato a Catania nel 2001, diplomato all'Istituto Tecnico Industriale Archimede. Studio scienze e lingue per la comunicazione, il mio più grande sogno è diventare giornalista, sono appassionato di sport e di scrittura. Faccio parte della redazione da maggio 2021, curo la rubrica ambiente e legalità.

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