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Covid Sicilia, sale il tasso di positività al 19,2% ma diminuiscono i ricoveri

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Cresce il tasso di positività in Sicilia ma diminuiscono i ricoveri e la pressione ospedaliera. La provincia più colpita è Catania, seguita da Palermo e Messina.

La situazione in Sicilia sembra non variare: resta, infatti, fermo sul “plateau” il dato dei nuovi positivi al Covid nella Regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati 7.218 i nuovi casi registrati a fronte di 37.525 tamponi processati nell’isola.

Cresce il tasso di positività

Ma cresce il tasso di positività che passa dal 15,1% di ieri al dato odierno del 19,2%, andando in controtendenza col dato medio nazionale, anzi quasi doppiandolo, visto che è sceso dal 12 al 10,1%. Complessivamente gli attuali positivi sono 250.657 con un aumento di 5.697 casi, mentre i guariti sono 1.658.

I decessi sono stati 46, registrati a partire dal 28 gennaio scorso, facendo salire il numero complessivo delle vittime da Covid 19 in Sicilia a 8.573.

Diminuiscono i ricoveri

Diminuisce però, ed è questo il dato più confortante, la pressione sugli ospedali siciliani: i ricoverati nei reparti Covid sono 1.620, con diciassette casi in meno rispetto a ieri, e nelle terapie intensive sono 140, un paziente in meno.

Secondo il monitoraggio quotidiano dell’Agenas, aggiornato al 31 gennaio scorso, nelle terapie intensive i ricoveri sono stabili al 17% e quelli nei reparti ordinari al 39%, un punto percentuale in più, ma entrambi sotto le rispettive soglie di “aree critiche”.

I contagi nelle province e la campagna vaccinale

Sul fronte dei nuovi contagi registrati nelle province il numero maggiore si registra nel Catanese, con 1.645 positivi. Seguono Palermo con 1.305 casi, Messina con 859, Siracusa con 845, Ragusa con 776, Agrigento con 773, Caltanissetta con 650, Trapani con 384 ed Enna con 164.

Sul fronte vaccinazioni, secondo il sito dall’Agenas su dati della Protezione civile nazionale, la Sicilia, al 31 gennaio, ha ancora numeri bassi rispetto alle altre Regioni o Province autonome italiane: l’80,69% ha avuto la prima dose, il 75,26% ha fatto il ciclo completo e il 46,47% ha avuto somministrato tre dosi.