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Scuola, ipotesi riduzione quarantena se positivi: le ultime notizie

Ci potrebbero essere delle variazioni per quanto riguardo la quarantena in caso di soggetto positivo, adottando il modello ''bolla'' già utilizzato negli aerei, per cui va in quarantena insieme al contagiato solo il compagno di banco. I presidi chiedono uniformità tra le varie Regioni.

Si potrebbero adottare nuove disposizioni secondo il Governo e le varie regioni riguardo alla quarantena obbligatoria in caso di alunni positivi all’interno in una classe. L’obbiettivo principale è quello di evitare la tanto discussa ”Dad” e quindi la conseguente interruzione degli studi per molti studenti senza una ragione effettiva.

Per farlo nelle giuste modalità, è dunque necessario rivedere alcune disposizioni passate, come ad esempio quelle sulla quarantena obbligatoria in caso di contatti con un positivo. Sono infatti in via di accettazione alcune ipotesi;  la prima riguarda una riduzione dei giorni di quarantena da 7 a 5 giorni se si è vaccinati, la seconda è una limitazione del numero di studenti da lasciare a casa, in Dad, in caso di un soggetto positivo in classe.

Ad oggi ancora le disposizioni prevedono che in caso di un soggetto positivo, l’intera classe dovrà essere isolata per accertamenti, ma proprio per evitare grandi gruppi che usufruiscono della didattica a distanza  sono emerse tali proposte, affinchè il sistema cambi il prima possibile.

Modello ”bolle” come in aereo:

Si potrebbe adottare il cosiddetto ”modello bolle’, già utilizzato in aereo, secondo cui  se c’è un positivo vanno in quarantena solo  i passeggeri che si trovano due file dietro, due file avanti e due file di lato rispetto alla persona contagiata. Dunque riprendendo questo concetto, l’idea è proprio quella di applicare lo stesso principio anche per i banchi di scuola, nelle varie classi.

L’idea nasce nel Lazio, proprio dove verrà sperimentato per la prima volta per poi espandersi per tutta Italia, successivamente all’approvazione del Comitato tecnico-scientifico. Sarà sicuramente necessario valutare in che livelli poter applicare questo modello, ad esclusione delle primarie, ma partendo dai 12 anni in sù, in classi con un alta percentuale di vaccinati.

Manca un regola nazionale effettiva: i presidi chiedono uniformità

Le Regioni attualmente seguono un ordine sparso, non avendo effettivamente una regola ben stabilita a livello nazionale. I presidi infatti, chiedono di varare delle disposizioni precise, evitando di affidarsi a voci poco attendibili. Ad oggi, in generale, si prevede che la quarantena sia obbligatoria per tutti gli studenti di una classe in cui si è verificato il caso di un soggetto positivo. Tuttavia, i vaccinati devono fare un tampone dopo i 7 giorni dal contatto, e i non vaccinati dopo i 10 giorni .

Alcuni esempi in cui vengono adottate modalità ben diverse sono in Emilia Romagna in cui la quarantena spetta solo al compagno di banco del contagiato e in Veneto in cui solo la persona contagiata ha l’obbligo di quarantena e nessun’altro.

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