Categorie: Scuola

Covid-19, crescono contagi in Sicilia: a rischio riapertura delle scuole

Le notizie che arrivano dalla Sicilia in queste ore divengono via via più preoccupanti. Ecco perché si sta correndo come possibile ai ripari: le prime decisioni riguardano senza dubbio la scuola, non ancora sicura per il rientro degli studenti.

Gli aggiornamenti che arrivano in queste ore dalla Sicilia non sono dei migliori: il virus corre veloce tra le strade dell’Isola e gli ultimi bollettini sembrano dimostrarlo.

L’ultimo aggiornamento indica 1692 nuovi contagiati, una cifra che posiziona la Sicilia al quarto posto tra i numeri nazionali. Il rapporto tamponi/nuovi positivi è, poi, del 17,3%.

Anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, si è espresso a riguardo.

Quest’ultimo, impegnato in un lungo confronto con il Cts e l’Assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla, ha definito questa crescita da record di contagi “non inattesa. È il risultato di comportamenti che tutti abbiamo avuto modo di rilevare e documentati anche da alcune immagini arrivate dalle nostre città”.

“È opportuno – ha sottolineato Razza – prevedere concrete azioni contenitive parametrate alla situazione”.

Dubbi sulle scuole

In queste ore, in particolare, il governo siciliano sta pensando di intervenire in merito alle scuole.

Si ricorda che il rientro per le scuole primarie e secondarie di primo grado dovrebbe avvenire nella giornata di domani, 8 gennaio. Al contrario, quello delle scuole secondarie di secondo grado sarebbe fissato per lunedì 11 gennaio.

Tuttavia, non vi è ancora alcuna certezza in merito e non si escluderebbe del tutto un “ritorno” alla Didattica a Distanza.

Le proposte avanzate , al contrario, sono diverse.

“Siamo tutti a rischio contagio, se ancora non fosse chiaro a qualcuno. […] – ha spiegato Cristoforo Pomara, componente del Cts siciliano – . Se vogliamo fare una programmazione seria e credibile, mi chiedo se la scuola è, come deve essere, una priorità allora bisognava ordinare un numero di dosi di vaccini che comprendesse prioritariamente anche il personale scolastico, oltre a quello della sanità e alle fasce deboli”.

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