Secondo uno studio della Johns Hopkins University la letalità del virus nel nostro paese resta tra le più alte nel mondo.

L’emergenza sanitaria ha messo in crisi la sanità pubblica. L’indice di letalità, cioè la percentuale di morti per Covid ogni 100 casi positivi, è stato analizzato in una statistica dalla Johns Hopkins University, una delle più grandi università all’avanguardia sullo studio della medicina. Nella triste classifica stilata dalla Hopkins, al primo posto si trova il Messico, con una percentuale di letalità pari al 9,8%. Segue l’Iran con il 5,4 %. Al terzo posto si piazza l’Italia con un tasso 3,8%.
I ricercatori della Hopkins attribuiscono le cause di questa posizione a due fattori. La prima è una causa demografica sul tasso di anzianità del nostro paese, che è una della più alte al mondo. Infatti l’età media di morti per Covid in Italia è pari a 82 anni. La seconda causa, invece, è da ricercare nel sistema sanitario nazionale che si è dimostrato più volte fallace nella presa incarico di pazienti positivi e alla scarsa rapidità delle cure. A dare man forte alla seconda ipotesi è stato il continuo proliferare di positività all’interno delle RSA e delle case di riposo.
Nei dati che vanno a comporre la statistica sul tasso di mortalità, cioè il numero di morti totale verificati a causa del virus, l’Italia prende una boccata d’aria, ma resta in cima alle prime 20 posizioni. Il nostro paese, infatti, si è classificato al 7° posto, poco prima degli Stati Uniti, con una percentuale di 75,7% di morti ogni 100 mila abitanti.
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