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Coronavirus, sindaco Aci Sant’Antonio: “Impossibile contattare l’Asp Catania”

Coronavirus ad Aci Sant'Antonio che crea problemi di comunicazione con l'Asp di Catania, oltre ai problemi relativi all'emergenza sanitaria. La denuncia del sindaco.

La situazione causata dal Coronavirus a Catania e provincia è diventata insostenibile e i sindaci della città metropolitana si trovano sempre più soli ad affrontare l’emergenza. Lo denuncia il primo cittadino di Aci Sant’Antonio, Santo Caruso, che si rivolge direttamente all’Asp Catania per chiedere comunicazioni più efficienti e una maggiore vicinanza al territorio.

“Le comunicazioni dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania ai Comuni risultano ancora imprecise e non puntuali – scrive Caruso nella denuncia pubblicata anche sul suo profilo Facebook –, e troppi cittadini si trovano confinati in un limbo dal quale sembrano non vedere uscita. Si tratta di una situazione insostenibile! Noi amministratori siamo lasciati soli nella tempesta, a fare da baluardo, da filtro coi cittadini. L’ASP mi segnala casi di isolamento domiciliare dal 2 settembre, e questo non è tollerabile. Di contro ci sono cittadini confinati in casa e in attesa del tampone da giorni e giorni, cittadini che cercano di mettersi in contatto con l’Azienda Sanitaria e non ci riescono, provando quindi ad ottenere risposte dal Comune, risposte che però il Comune non può avere”.

Il problema però non riguarda soltanto il ritardo nelle comunicazioni e nei tamponi relative ai casi Covid sospetti e confermati. “Fra queste – continua il sindaco di Aci Sant’Antonio – ci sono anche quelle legate alla gestione dei loro rifiuti: sappiamo, come da Ordinanza Regionale, che non possiamo gestirli noi perché sono da ritenere rifiuti speciali, come fossero ospedalieri, e ad occuparsene dev’essere l’ASP, che però non lo fa, rischiando di far scoppiare un’ulteriore emergenza di tipo igienico-sanitario. Ho indirizzato una lettera all’Azienda Sanitaria proprio per sottolineare questo problema, ma non ho avuto risposta. Ancora una volta“.

Malgrado la situazione sia tesa e i toni siano esasperati, tuttavia, il sindaco non vuole arrivare alla frattura con l’Asp Catania, da scongiurare più che mai in questa fase delicata. “Quanto evidenzio – aggiunge infatti subito dopo – non è finalizzato ad uno scontro con l’Azienda Sanitaria e questo dev’essere chiaro: io ed altri Sindaci della Città Metropolitana di Catania cerchiamo una sponda, non un conflitto. E lo abbiamo anche detto al Governo Regionale in una nota ufficiale legata all’ANCI: non possiamo più sostenere una situazione simile, che ci vede quotidianamente incollati al telefono, costretti quasi ad abbandonare la mole di lavoro legato alla quotidiana amministrazione che tutti i giorni ci aspetta.

Quello che emerge allo stato attuale è che l’apparato di comunicazione dell’ASP non funziona, è carente, sia nei contatti con i cittadini che con le amministrazioni: serve un interlocutore attendibile e costantemente raggiungibile. Ci sono intere famiglie isolate, che non trovano risposte, perché solo l’ASP ha le risposte e risulta quasi impossibile contattarla: sarebbe necessario per questa gente un numero dedicato. Come devono continuare ad andare avanti queste persone, senza lavoro, senza contatti, senza prospettive a breve termine?”

Infine, il primo cittadino di Aci Sant’Antonio conclude con un appello: “Chiediamo di essere ascoltati, e chiediamo risposte e mezzi per agire con efficacia, altrimenti la situazione rischia di peggiorare seriamente. Il Governo Regionale, che ha il dovere di far funzionare correttamente l’apparato sanitario in Sicilia, intervenga adesso”.

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