Secondo il nuovo Dpcm la Sicilia è zona arancione: Ruggero Razza, assessore alla sanità della Regione Sicilia, chiede un confronto con l'Istituto Superiore di Sanità.

Nelle ultime ore è stato firmato il Nuovo Dpcm e la Sicilia è stata identificata come zona arancione. Il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, si è esposto mostrandosi in disaccordo con la scelta presa dal Governo. Non è mancata nemmeno la reazione di Ruggero Razza, assessore alla Sanità della Regione Siciliana.
“Nella mattinata di oggi mi confronterò con il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in ordine alle ragioni che hanno determinato la “zona arancione” in Sicilia. – dichiara Ruggero Razza – Leggo sulla stampa farneticazioni (qualche volta strumentali, qualche altra dettate dalla voglia di fare polemica a tutti i costi) in ordine all’occupazione dei posti letto in Sicilia e mi pare, quindi, indispensabile pubblicare il report settimanale utilizzato da Roma. Come vedete i nostri indici di occupazione erano ben al di sotto della soglia di allerta. E, riferendosi i dati alla scorsa settimana, essi non tengono neppure in considerazione il piano approvato dal Comitato tecnico scientifico che li aumenta ancora di più. Sono fatti, non analisi.”
“La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a ‘zona arancione’ appare assurda e irragionevole – ha dichiarato Musumeci -. L’ho detto e ripetuto stasera al ministro della Salute Roberto Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica.
Un dato per tutti – aggiunge – oggi la Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a “zona gialla”. Perché questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perché ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano”.
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