Il governo studia i dettagli per un nuovo DPCM che potrebbe arrivare a giorni. Si pensa a un coprifuoco anticipato fino alle 18 e chiusure nel weekend.

ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Sono ore di lavoro frenetiche per il governo. Mentre il numero di casi in Italia sfiora i 20 mila casi e l’Istituto superiore di sanità invita tutti a non uscire di casa se non quando strettamente necessario, a Palazzo Chigi si studiano i dettagli di un nuovo DPCM che potrebbe arrivare già nel fine settimana. E mentre, tra le proteste, in Campania si pensa a chiudere tutto e in regioni come la Sicilia si studiano limitazioni a trasporti e scuole, diventa sempre più pressante l’esigenza di prendere decisioni su tutto il territorio nazionale.
Tra le misure che potrebbero prese nei prossimi giorni, la possibilità di uscire di casa soltanto per recarsi a scuola o a lavoro, con ingressi scaglionati negli istituti scolastici per limitare ulteriormente i contatti.
Un’altra misura che si fa sempre più pressante è quella di limitare la capacità di affollamento dei mezzi pubblici, ritenuti tra i principali veicoli di diffusione del virus, dell’80%. Negli ultimi giorni, specie sui social network, sono circolate numerose foto di mezzi affollati, con i passeggeri delle grandi città stretti come sardine e nessuna possibilità di distanziamento sociale.
Tra le misure sul tavolo su cui si starebbe studiando, ci sarebbe un’ulteriore stretta sulle attività commerciali. Tre le ipotesi principali: una chiusura morbida, con un coprifuoco alle 22 su tutto il territorio nazionale e delle limitazioni severe ai negozi; coprifuoco alle 21, l’ipotesi prevalente, con contestuale chiusura di palestre, piscine, bar, ristoranti e serrata dei negozi nel weekend, quando in genere sono più affollati; si parla, infine, nelle ipotesi più drastiche, anche di possibile coprifuoco alle 18.
Appare più concreta, inoltre, la possibilità di limitare gli spostamenti tra regioni. Una decisione a tratti già attesa, viste le chiusure annunciate in diverse parti d’Italia, ma che il governo sarebbe restio a rendere ufficiale. Non si attende quindi un divieto, come avvenuto durante i mesi del lockdown, ma delle indicazioni perché si limitino al massimo gli spostamenti non necessari. Inclusi quelli al di fuori del territorio regionale.
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