Il 13 ottobre ricorre la Giornata mondiale senza reggiseno: gli scatti delle donne diventano un mezzo per promuovere l'importanza della prevenzione del tumore al seno.

Oggi è il No Bra Day, la Giornata mondiale senza reggiseno. Questo evento, che ricorre proprio nel mese della prevenzione del tumore al seno, è stato istituito con lo scopo di incoraggiare le donne a prendere coscienza dei rischi di questo tipo di cancro e, di conseguenza, dell’importanza di effettuare periodicamente autoanalisi a scopo preventivo. Così spogliarsi del proprio reggiseno diviene un importante gesto simbolico.
L’evento originale noto come “BRA Day” è stato avviato dal chirurgo plastico di Toronto, il Dottor Mitchell Brown. L’uomo, dopo aver constatato quanto alta fosse la percentuale di soggetti che dopo aver subito una mastectomia a causa di un cancro al seno rinunciavano all’intervento di ricostruzione, ha fondato “Breast Reconstruction Awareness Awareness” Day con lo scopo di informare maggiormente le donne circa la chirurgia ricostruttiva.
Negli ultimi anni anche in Italia la ricostruzione della mammella è entrata a far parte a pieno titolo della cura del cancro al seno: la donna oltre che guarire può così riprendere una vita del tutto normale e riacquistare fiducia in sé stessa. Le spese dell’intervento, di conseguenze, sono a carico del Servizio sanitario nazionale.
L’origine del No Bra Day, invece, risalirebbe al primo BRA Day tenutosi a Toronto, il 19 ottobre 2011. Nel luglio dello stesso anno, un soggetto anonimo che utilizzava il nome Anastasia Doughnuts concepì il No Bra Day e pubblicò il primo sito web che promuoveva l’evento.
Il No Bra Day ha ben presto ottenuto un successo mondiale. Ogni anno le donne di ogni parte del mondo sono invitate ad utilizzare i propri canali social per postare una foto contenente l’hashtag #nobraday: in alcune di queste, i soggetti posano senza reggiseno.
Si crede, infatti, che un numero considerevole di scatti possa riuscire a promuovere efficacemente l’importanza della prevenzione. Alcune, scelgono persino di rendere pubblici. Non mancherebbero, tuttavia, le critiche. Secondo alcuni, l’evento promuoverebbe la sessualizzazione e lo sfruttamento del corpo femminile.
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