L'uomo era accusato di aver ucciso la moglie ed era stato condotto in carcere cinque giorni fa. Il suicidio è avvenuto nella sua cella.

Foto archivio.
Si è suicidato nella sua cella del carcere di Caltagirone Giuseppe Randazzo, ceramista cinquantenne accusato dalla Polizia di aver ucciso la moglie, Catya Di Stefano, cinque giorni fa. L’uomo si è impiccato nella sua cella. Nella serata di ieri, il Gip aveva convalidato il suo arresto ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare.
Randazzo era accusato di aver ucciso, al culmine di una lite, la moglie, dalla quale si stava separando, davanti la porta di ingresso dell’abitazione della donna. Il corpo di Catya è stato trovato sul pianerottolo e per ore si era parlato di giallo, finché le testimonianze dei vicini non hanno aiutato a individuare l’uomo come presunto assassino. La vittima era intenzionata a separarsi e aveva già avviato le pratiche per il divorzio, ma l’uomo, di diverso parere, voleva provare a riallacciare la relazione.
Cinque giorni fa, il giorno della morte di Catya, era andato ad attenderla davanti casa per tentare una riappacificazione, ma dall’incontro tra i due sarebbe scaturito un diverbio, poi tramutatosi in lite e infine nell’omicidio. Trovato dalla Polizia accanto alla moglie e in evidente stato di choc, non aveva saputo dare all’inizio alcuna spiegazione sull’accaduto. Tuttavia, a seguito dell’esame cadaverico ci si è resi conto della presenza di lesioni sul corpo della donna, mentre segni di colluttazione erano presenti anche sul corpo dell’uomo. Da lì i sospetti sempre crescenti, fino alla disposizione dell’arresto.
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