Categorie: Viaggi e Mobilità

Turismo a piedi: un itinerario siciliano nella “top ten” del The Guardian

Promuovendo il "Slow Tourism", il giornale inglese "The Guardian" sceglie alcuni dei più bei posti della nostra penisola da visitare a piedi. Tra questi spicca anche la Sicilia.

Il termine “Slow Tourism” significa letteralmente “Turismo lento” e fa riferimento ad un modo di viaggiare che promuove la “lentezza” dell’esperienza turistica. È un tipo di turismo fatto di particolari che, assaporando i percorsi meno battuti, consente di comprendere l’anima e la profonda cultura del luogo che si visita. E come si potrebbe comprendere fino in fondo il valore di un luogo se non attraversandolo a piedi?

Il giornale “The Guardian”, sostenendo questo tipo di nuovo turismo, ha dedicato un articolo su dieci percorsi lunghi da poter affrontare a piedi in Italia. Esso fa riferimento al progetto “Io cammino in Italia”, promosso da guide, escursionisti e tour operator per aiutare le piccole economie rurali, colpite dall’emergenza coronavirus.

In particolare, tra i 70 percorsi presentati dal progetto, il The Guardian ne sceglie 10 ritenuti meritevoli di essere attenzionati ed attraversati. Tra questi percorsi, dal Nord al Sud dell’Italia, spicca quello in Sicilia: Magna Via Francigena. 

Il cammino Magna Via Francigena

Si tratta dell’antica strada che attraversa la Sicilia da Nord a Sud, fra Palermo ed Agrigento. È proprio questo il cammino citato dal The Guardian per chi vuole conosce pienamente l’anima della Sicilia a piedi.

Questa strada attraversa la Sicilia da Nord a Sud in nove tappe. Il giornale cita anche alcuni monumenti e siti indimenticabili da visitare nel percorso tra cui i mosaici della Cattedrale di Monreale, il comune di Santa Cristina Gela famoso per i cannoli fino ad arrivare a Prizzi e Sutera, alcuni dei borghi più belli di Italia.

Il The Guardian, poi, consiglia anche alcuni ristoranti dove gustare le specialità tipiche della zona e hotel dove poter alloggiare.

Un’idea particolare per far conoscere l’anima della Sicilia ai turisti, in un percorso che si concilia perfettamente con la necessità di distanziamento e di tranquillità di questo periodo. Ma si tratta anche di un percorso che gli stessi siciliani possono affrontare, per riscoprire il valore della propria isola e sostenere il turismo di prossimità.

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