Con un ambizioso progetto, presentato dall'amministrazione comunale di Aci Castello, si punta a dare nuova vita al confiscato "Lido dei Ciclopi" ed a realizzare un collegamento ininterrotto fino ad Aci Trezza. Ecco in cosa consisterebbe il piano.

Si punta concretamente a collegare il lungomare scardamiano di Aci Castello senza interruzioni e fino ad Aci Trezza. Il progetto, dotato di business plan, prevederebbe il trasferimento dello stabilimento balneare “Lido dei Ciclopi” (bene confiscato alla mafia) al patrimonio del Comune di Aci Castello e la conseguente realizzazione del collegamento e di una pista ciclopedonale.
In primo luogo, si punterebbe a ridisegnare gli spazi del lido in questione, demolendo gli edifici esistenti e riducendo il numero di cabine. Lo spazio ottenuto servirà a creare una nuova attività turistica senza mettere a repentaglio i posti di lavoro fino ad ora coinvolti.
Il tratto centrale dello stabilimento balneare verrà attraversato, poi, da una pista ciclopedonale (lunga circa 350 metri), dotata di un tunnel con barriere di vetro sormontati da una fitta vegetazione volto a non turbare la privacy di chi frequenterà il lido.
L’ultimo tratto, lato Aci Trezza, dovrebbe condurre chi la percorrerà in una piazza pubblica panoramica arricchita da uno storico giardino botanico, attualmente inglobato all’interno dell’area del lido ma destinato così ad essere ammirato da tutti e senza limiti stagionali.
Il progetto prevederebbe anche un centro di educazione ambientale con annesse aree di ristorazione da mantenere aperto anche in inverno ed un’area parcheggio di ultima generazione e ad impatto ambientale zero con una capacità di 180 auto: quest’ultima dovrebbe sorgere all’interno dell’area attualmente adibito a posteggio del lido. Il parcheggio a quattro livello sarebbe riservato a chiunque volesse raggiungere il centro di Acitrezza o le nuove aree previste dal piano.
Lo studio del progetto, già presentato dall’amministrazione comunale, è stato portato a termine dall’Arge Rts, formata da Andrea Brogna (capogruppo), Giuseppe Davide Caruso, oltre che gli architetti Fabrizio Russo per lo Studio Fra e Giulia Schippa. Il business plan sarà presentato all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
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