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Scuola, mancano i supplenti: Miur verso l’assunzione di studenti non laureati

Il Ministero dell'Istruzione starebbe pensando all'assunzione di studenti non ancora laureati nel ruolo di maestri elementari. Monta la preoccupazione tra gli esperti.

A riaccogliere i piccoli studenti nelle aule a settembre potrebbero esserci studenti universitari non ancora laureati. Sarebbe questa l’idea del Ministero dell’Istruzione per ovviare alla mancanza di supplenti per il prossimo anno scolastico. A riportare l’indiscrezione, contenuta nella bozza dell’ordinanza per le nuove graduatorie provinciali, è il Corriere della Sera, che riporta anche la preoccupazione di alcuni pedagogisti in merito.

Troppo pochi supplenti per il nuovo anno scolastico

Il problema della carenza di docenti per le supplenze, brevi e lunghe, non si sarebbe posto se il concorso scuola ordinario si fosse svolto regolarmente. Il concorso avrebbe portato all’assunzione di circa 17mila nuovi docenti, che avrebbero fatto comodo per ovviare alla drastica situazione attuale. Tra cambi di Governo e di ministri, tuttavia, il concorso scuola è stato costretto a subire innumerevoli ritardi e se ne riparlerà, probabilmente, nel 2021.

L’emergenza sanitaria, tuttavia, ha portato alla luce nuove esigenze, per soddisfare le quali occorrerebbe un numero di docenti che la scuola italiana non può attualmente vantare. La situazione, in particolare, si fa più preoccupante al Nord, dove, pur dando fondo alle graduatorie dei precari storici e a quelle di merito, non si riesce a trovare il numero di supplenti necessari per il riavvio delle attività scolastiche a settembre.

Da qui arriva, quindi, la decisione di consentire anche agli studenti al quarto anno di Scienze della Formazione, non ancora laureati, di coprire le supplenze brevi e lunghe per il prossimo anno scolastico.

Gli studenti universitari diventano maestri elementari

Per soddisfare la cifra sbalorditiva di circa 250mila contratti a tempo determinato, che consentiranno la regolare riapertura della scuola in sicurezza, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di lanciare sul campo di battaglia anche gli studenti universitari.

Si tratta ancora di un’idea contenuta nella bozza del decreto, ma prevederebbe l’assunzione nel ruolo di maestri della materna e delle elementari anche di studenti di Scienze della Formazione non ancora laureati. Per ambire alle cattedre, quest’ultimi dovranno essere iscritti al quarto anno del corso di studio e aver conseguito almeno 150 Cfu sui 300 previsti per le materie del corso.

Gli studenti non svolgeranno i propri compiti in veste di tirocinanti affiancati, bensì come veri e propri maestri alla guida delle classi loro assegnate.

La preoccupazione degli esperti

Inutile dire come il provvedimento del Ministero dell’Istruzione stia suscitando qualche dubbio e preoccupazione. Studenti appena poco più che ventenni si troveranno faccia a faccia, infatti, con il compito di essere delle guide per gli studenti più piccoli. Tra l’altro lo dovranno fare in un contesto ancora più complesso del solito, con norme di sicurezza da far rispettare, senza che queste creino malessere tra i bambini.

Capirei se si coinvolgessero – ha dichiarato al Corriere Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale alla Bicocca di Milano solo gli studenti dell’ultimo anno che hanno già alle spalle parecchi tirocini, e comunque sempre in affiancamento di un altro maestro/maestra, ma mandare i loro colleghi più giovani allo sbaraglio mi pare un azzardo. Non per nulla qualche anno fa si è deciso di allungare il corso di laurea da 4 a 5 anni: perché per avere a che fare con i più piccoli si ritenne che fosse necessario un percorso più lungo di formazione e soprattutto di maturazione delle conoscenze acquisite”.

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