Non si arrestano i controlli della Polizia Locale di Catania: sequestri, denunce e sanzioni contro i venditori abusivi.

Immagine di repertorio.
Ancora importanti risultati dai servizi di controllo e repressione in materia di polizia commerciale della Polizia Municipale che, insieme ai carabinieri, a Picanello, ha agito ai danni di due venditori ambulanti di generi ortofrutticoli. Al controllo degli agenti, i due abusivi sono risultati privi di qualunque autorizzazione commerciale e sanzionati con verbali amministrativi dell’importo totale di circa 7.000 euro, con sequestro di tutta la merce posta in vendita che è stata devoluta in beneficenza alla Caritas dioecesana.
Alla Fiera di piazza Carlo Alberto, sempre congiuntamente all’Arma dei Carabinieri, la Polizia Commerciale ha sequestrato tutta la merce (presidi medici sanitari quali tutori, fasce elastiche e occhiali da vista) posta in vendita da un venditore privo di qualunque autorizzazione amministrativa. Da un più approfondito controllo, i prodotti sono risultati di provenienza furtiva perché riconosciuta dal legittimo proprietario che ha sporto regolare denuncia alla Stazione Carabinieri di piazza Dante. L’operatore commerciale abusivo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e sanzionato con verbali amministrativi per un importo totale di 3.500 euro, con relativo sequestro sia della merce che delle attrezzature di vendita, ovvero un ombrellone e 5 stand metallici.
Nella giornata festiva di martedì 2 giugno, durante lo svolgimento dei servizi di controllo del centro storico, agenti della Polizia locale Commerciale hanno effettuato interventi in Via Paternò e in Via Gemmellaro, sanzionando tre attività commerciali (due di generi alimentari e un internet point) che, nonostante il divieto di apertura in giornata festiva, erano in pieno esercizio. A ognuno dei titolari è stata elevata una sanzione amministrativa di 400 euro ed è stata disposta, quale sanzione accessoria, la chiusura provvisoria per 5 giorni del relativo esercizio commerciale. Gli atti saranno trasmessi alla Prefettura di Catania per i successivi provvedimenti che potranno comportare la chiusura delle attività fino a 30 giorni.
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