Novità per la maturità 2020: alcune categorie di docenti, secondo un'intesa firmata dal Ministero dell'Istruzione e dalle sigle sindacali, potranno non prendere parte agli esami in presenza: si tratta dei cosiddetti "lavoratori fragili".

Foto di repertorio.
News scuola per la maturità 2020. Secondo una nota di chiarimento firmata dal MI, gli insegnanti dichiarati “lavoratori fragili” possono non partecipare di presenza agli esami. A individuare questi docenti sarà lo stesso dirigente scolastico, come chiarisce il ministero.
“Il dirigente scolastico – recita la nota –, sulla base delle documentazioni mediche prodotte dagli interessati, identifica i docenti che, in quanto “lavoratori fragili”, per come individuati ai sensi del paragrafo “Misure specifiche per i lavoratori” del Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado”, debbono poter utilizzare la modalità di cui all’articolo 26, comma 1, lett. c)”.
L’elenco dei docenti interessati dovrà essere trasmesso dai dirigenti scolastici al presidente di commissione. Una volta identificati, i soggetti potranno prendere parte agli esami in modalità “smart working” ovvero a distanza, come specifica la nota stessa. “Nei casi in cui uno o più commissari d’esame siano impossibilitati a seguire i lavori in presenza, inclusa la prova d’esame, in conseguenza di specifiche disposizioni sanitarie connesse all’emergenza epidemiologica, il presidente dispone la partecipazione degli interessati in videoconferenza o altra modalità telematica sincrona”.
Il ministero, in un documento d’intesa sottoscritto coi sindacati, si impegna a precisare le modalità di esonero dall’esame in presenza per tutto il personale in situazione di fragilità in relazione alla possibilità di contagio.
Nell’articolo che identifica la categoria di questi lavoratori, si fa riferimento a coloro che sono: “maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”.
L’individuazione dei lavoratori “fragili” potrà essere effettuata anche dal medico di base, nel caso in cui le condizioni non permettano di ricorrere al medico competente o ai servizi ASL. Tuttavia, il lavoratore fragile non deve necessariamente presentare sintomi contingenti. Si tratta, quindi, di una news per la scuola, che in questo caso mira alla prevenzione dal contagio per chi rischia di più l’infezione.
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