La Sicilia potrebbe non riaprire il 4 giugno: per Musumeci, necessari i dati epidemiologici e un "passaporto di immunità" per i turisti. Le critiche di Fontana e Boccia.

Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
In una rivista rilasciata al Messaggero, il Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha espresso delle perplessità in merito agli ingressi nell’isola permessi dal 4 giugno in poi: la Sicilia potrebbe riaprire le frontiere il 7 giugno e non il 4.
“Noi in Sicilia abbiamo fatto una ordinanza che impedisce di entrare nella regione non fino al 4 ma fino al 7 giugno – ha dichiarato il governatore -. E ora dobbiamo farne un’altra che conferma questa o la modifichi. Con il cuore aprirei l’isola ai turisti già dal 7 giugno. Ma con la ragione dico: aspettiamo il dato epidemiologico nazionale che sta per arrivare e sulla base di questo decidiamo“. Necessario poi, a sentire il Governatore, un filtro sanitario per i turisti. Immediatamente chiaro, e in effetti messo in conto da Musumeci nelle sue stesse parole, che prima di prendere questo genere di decisioni sia necessario un confronto con gli altri presidenti regionali e il governo: non è ottimale una “logica da macchia di leopardo” – come la definisce il Governatore. “Ci vuole una responsabilità condivisa da tutti“.
Ripresentando la proposta e l’esigenza di un passaporto sanitario, un “protocollo per potere garantire la sicurezza sanitaria e la tranquillità sociale di chi in Sicilia arriva e di chi in Sicilia vive“, Musumeci attira su di sé le critiche del Governatore della Lombardia Fontana, che denuncia un “clima di odio“. Ribatte Musumeci: “Non mi pare proprio, nei nostri ospedali abbiamo ospitato pazienti bergamaschi, arrivati quasi in coma. E sono andati via guariti dopo essersi tatuati per ringraziamento l’immagine della Sicilia sul petto“. La sicurezza prima di ogni cosa, visto che Nello Musumeci si sente di ritenere che il governo Conte abbia avuto delle “fasi alterne” in merito.
Contrario al “passaporto sanitario” anche il Ministro Boccia, che invita a rileggere l’articolo 120 della Costituzione: “Una Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone. E poi se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari“.
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