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La Fase 2 della sanità in Sicilia, Razza: “Così eviteremo nuova chiusura totale”

ruggero razza
L'assessore alla Salute Ruggero Razza ha fatto il punto della situazione sul lavoro previsto per le prossime settimane nell'area sanitaria, in modo da attuare la fase 2 anche in questo ambito.

Alla fine della prima settimana dall’inizio della Fase 2 e dalle nuove riaperture, l’assessore alla Sanità Ruggero Razza ha fatto il punto della situazione tramite una diretta sui social. In particolare, l’assessore ha fatto un breve riferimento alla situazione economica per poi spostarsi su quella sanitaria.

Razza ha sottolineato che l’apertura della fase 2 in Sicilia, nonostante il livello dei contagi nella regione sia stato relativamente basso, non ha previsto lo sblocco di alcune le attività economiche come richiesto dal Presidente della Regione Nello Musumeci. “Ci è stato detto che a partire dal 18 maggio probabilmente si potrà procedere – ha dichiarato l’assessore – ma ci spiace non aver potuto mettere in campo delle attività già a partire dalla prossima settimana”.

Per quanto riguarda le novità del sistema sanitario durante la fase 2, l’assessore ha poi elencato le principali misure che saranno attuate nel corso di questo periodo. Fino al 18 maggio resteranno in vigore le stesse misure previste dal Piano Regionale dell’Emergenza, in modo da far rientrare i 14 giorni necessari dall’inizio della fase 2 per essere pronti ad un eventuale aumento dei contagi.

“Dobbiamo restituire tutte le strutture ospedaliere alla loro vitalità naturale e quindi dobbiamo ridurre il numero delle strutture dedicate al Covid-19, senza far emergere alcun rischio per la popolazione”. Secondo le misure previste dal Ministero della salute, bisognerà rispettare certi limiti: non superare il massimo del 30% di occupazione dei letti in terapia intensiva e del 40% nell’area ordinaria. Inoltre, i Covid Hospital in Sicilia saranno al massimo 5, in modo da rispettare i parametri indicati dal Ministero.

Si prevede quindi la diminuzione dei posti letto da un attuale massimo 3600 tra terapia intensiva, ordinari e malattie infettive, a circa 1200-1300 posti letto con possibilità di aumento a fisarmonica nel caso di aumento di contagi. Si tratta infatti di una riserva immediata di reparti per essere operativi in caso di emergenza. Diminuiranno quindi le strutture per ogni provincia ma aumenterà la professionalizzazione sulla base dell’esperienza acquisita nel corso di questi mesi.

L’assessore ha inoltre spiegato che fino alla fine dell’estate si lavorerà al Piano post-emergenziale di transizione: in collaborazione con la Protezione Civile, è infatti in corso la preparazione delle strutture per l’autunno, in modo da fronteggiare il rischio dell’eventuale seconda ondata di Coronavirus. La motivazione è quella di evitare una nuova chiusura totale nel corso della stagione autunnale, grazie ad una adeguata preparazione di strutture adeguate che possano affiancare quelle ospedaliere. Questo potrebbe avvenire anche grazie alla telemedicina, e ai device, alcuni già acquisiti, che permetteranno di seguire i contagiati positivi direttamente dal loro domicilio.

“Stiamo lavorando su tante realtà e includendo tutte le province” ha inoltre specificato l’assessore Razza. Si prevedono quindi due nuove pianificazioni: una a partire dal mese di maggio e fino alla fine dell’estate, e una seconda a partire dall’arrivo dell’autunno, in modo da essere pronti alle attese che si potrebbero manifestare nella fase autunnale e invernale.

Particolare investimento da parte della Regione sulle strutture che hanno ricoperto un ruolo che si è dimostrato essenziale nella gestione dell’emergenza sanitaria. Queste potrebbero infatti essere liberate nel corso dei prossimi mesi: si fa riferimento in particolare a quella di Partinico, Noto, Modica e tante altre.

“Quello che ci ha lasciato questa esperienza è un rinnovato e forte senso di appartenenza da parte della classe sanitaria siciliana” ha dichiarato Razza. L’assessore ha inoltre colto l’occasione per sottolineare il grande impegno da parte del personale sanitario siciliano e l’eccellente lavoro svolto da medici e infermieri nel corso della gestione della pandemia nella Regione.

In conclusione un messaggio di speranza da parte dell’assessore, il quale ha sottolineato la necessità di far tornare le necessarie condizioni di sicurezza negli ospedali e ambulatori, per permettere ai siciliani un adeguato e sicuro accesso alle strutture sanitarie. “Ci attende ancora un percorso lungo, perché il virus circola, perché continua a non avere una terapia farmacologica e perché continua a non avere un vaccino. Ma oggi abbiamo maturato esperienze che ci permetteranno nelle prossime settimane di mettere in campo una programmazione molto importante” ha infine concluso l’assessore.