Ospite in una trasmissione, Vittorio Feltri si è lasciato andare all'ennesima manifestazione d'odio verso i meridionali, definendoli "inferiori". Non si tratta delle uniche dichiarazioni a stampo razzista da parte del giornalista: pochi giorni fa, in un suo articolo, aveva definito il Mezzogiorno un popolo di ""ciuccia quattrini".
![Feltri shock in TV: “I meridionali sono inferiori” [VIDEO]](https://images.liveuniversity.it/sites/2/2020/04/foto_vittorio_feltri_.jpg)
“Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che evidentemente ha un senso di invidia, di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di senso di inferiorità. Ma io non credo ai sensi di inferiorità: credo che i meridionali in molti casi siano inferiori“. Queste le affermazioni shock e piene d’odio di Feltri, il cui disprezzo verso la gente del Mezzogiorno è da tempo risaputo. Il giornalista, ospite ieri sera della trasmissione “Fuori dal Coro” condotta da Mario Giordano, si è lasciato andare all’ennesima frase razzista nei confronti del Sud. Ma a stupire è stata anche la risposta “a mo’ di sfottò” del conduttore Mario Giordano: “Adesso me li fa arrabbiare davvero. Direttore, non puoi dirlo questo…”, e la replica di Feltri è stata: “Chissenefrega, si arrabbino. Con me si arrabbiano tutti i giorni, mi insultano, mi augurano di morire”. A questo punto Giordano ha detto: “Direttore, se mi cambiano canale è un guaio!”.
Un siparietto davvero poco nobile andata in onda ieri sera. Feltri non è nuovo a tali manifestazioni razziste. Nei giorni scorsi in un suo editoriale aveva attaccato il Sud definendolo un popolo di “ciuccia quattrini”. “La mentalità corrente è nota, il Meridione è terra affascinante e ricca di umanità mentre la Pianura Padana e le Prealpi sono abitate da uomini che puntano solo al denaro. A Milano, Bergamo, Brescia, Padova, Treviso, scrive, è sul punto di maturare la volontà di mandare al diavolo la capitale e dintorni. Attenzione, manutengoli ingordi a non tirare troppo la corda, poiché correte il pericolo di rompere il giochino che finora vi ha consentito di ciucciare tanti quattrini dalle nostre tasche di instancabili lavoratori. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata”.
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