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Giovani via dalla Sicilia: continua la fuga dei cervelli

Sempre più giovani siciliani fanno i bagagli, lasciano la nostra isola spesso senza farvi ritorno. Il tasso migratorio dei giovani che lasciano la propria terra è tra i più alti del Paese. Cosa può fare la Sicilia per tenersi i suoi figli? 

Rabbia, amarezza ed una buona dose di sconforto produce questo genere di considerazioni da parte di moltissimi giovani siciliani ad un certo punto della propria vita. I giovani, e tra questi tanti laureati, si trovano di fronte ad un bivio: restare, ma con quali garanzie?

Parlano i numeri: secondo gli ultimi dati Istat in Sicilia siamo tra i primi posti in quanto a “fuga di cervelli”, la nostra terra non riesce a tenersi i laureati, i migliori vanno via, chi all’estero e chi verso il Nord Italia e la cultura è costretta a fare i bagagli e cercare accoglienza verso altri porti. Sempre più giovani laureati, una volta fatta esperienza all’estero, decidono di non tornare a casa, e la Sicilia continua di anno in anno a perdere occasioni di crescita lasciandosi scappare le menti migliori. 

Eppure è ancora tanta la voglia dei giovani siciliani di ritornare nella propria terra, di spendersi per migliorare quella che è casa, di crescere insieme e fare qualcosa per il futuro. Il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha a più riprese invitato i giovani a rimanere e spendersi per la Sicilia in un’ottica di crescita reciproca. Bisogna però fare i conti con la realtà: tra le difficoltà generate da caro voli e muro della disoccupazione, è sempre più difficile rimanere e tirare a sorte, sperando di avere fortuna e costruirsi un futuro a casa propria. Rimanere è un atto di coraggio, una dichiarazione d’amore che i giovani fanno alla propria Terra, sperando di riceverne un giorno i risultati.

A proposito dell'autore

Serena Valastro

Laureata in Lingue e culture europee, amante di cinema, musica, arte, informazione, storie. Scrivere è entrare in nuovi spazi, conoscere qualcosa di nuovo, vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per trasmetterle a chi vuole viverle.

Università di Catania