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Concorso docenti: le ultime novità sui bandi

Concorso docenti: potrebbe slittare ulteriormente la pubblicazione dei bandi di concorso per laureati e insegnanti. Tutte le ultime novità.

Concorso docenti


Concorso docenti: pare che la tanto attesa pubblicazione dei bandi di concorso attesa per la fine di febbraio slitterà ulteriormente. O almeno così pare, stando al decreto Milleproroghe, che in queste ore si sta discutendo alla Camera dei Deputati. Questo dovrebbe essere convertito in legge entro il prossimo 29 febbraio e, al suo interno, vi sono importanti indicazioni sulle modalità di svolgimento del concorso scuola 2020, della pubblicazione dei bandi di concorso e della modalità di svolgimento delle prove.

Concorso docenti: i bandi slitteranno?

Secondo quanto dichiarato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, l’uscita del concorso infanzia e primaria, concorso ordinario e concorso straordinario era prevista per la fine di questo mese. Uscita, ricordiamo, inizialmente prevista per la fine del 2019. Tuttavia i tempi non fanno ben sperare: dopo gli scontri con i sindacati, la lavorazione dei bandi di concorso a cattedra sembra aver subito un rallentamento. Stando poi al decreto Milleproroghe, questi dovranno essere banditi entro il 30 aprile 2020. Molto probabilmente, dunque, gli aspiranti insegnanti non vedranno i bandi prima di quella data. Nel frattempo, insegnanti e laureati si stanno già preparando ad affrontare le prove, che stanno già suscitando polemiche.

Concorso docenti: polemiche sulle prove

È soprattutto il concorso straordinario secondaria a suscitare malcontento tra i docenti con almeno 3 anni di servizio alle spalle. Nelle ultime settimane, parallelamente alle proteste dei sindacati, questi hanno infatti contestato le modalità di reclutamento. La prova computer based della durata di 80 minuti per 80 quesiti non sarebbe adatta a valutare le reali competenze dei candidati, il cui futuro sarebbe affidato al caso. Al di là della tipologia di domande, ciò di cui anche i sindacati si lamentano è il peso affidato alla prova in termini di punteggio. Questa, infatti, peserebbe più dei titoli e degli anni di servizio che, invece, i sindacati e gli aspiranti insegnanti vorrebbero vedere valorizzati.

 

 

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