Manutenzione stradale mai completata e corruzione in Sicilia: l'operazione "Buche d'oro" porta all'arresto di quattro funzionari Anas. La Sicilia è la regione più corrotta d'Italia.
![Corruzione e mazzette all’Anas: “Buche d’oro” nelle strade siciliane [VIDEO]](https://images.liveuniversity.it/sites/2/2019/10/anas-buche-doro.png)
La Procura di Catania e la Guardia di finanza hanno scoperto il “business delle buche d’oro“. I lavori di manutenzione stradale venivano pagati migliaia di euro, ma mai completati. Il blitz, scattato all’alba di stamattina, ha visto l’arresto di quattro funzionari Anas, uno in carcere e tre ai domiciliari, l’interdizione per un anno di un altro e l’arresto ai domiciliari anche per quattro imprenditori.
L’Operazione Buche d’oro, sottolinea la Procura distrettuale, sta “portando alla luce rodati meccanismi corruttivi” all’interno dell’Anas di Catania, in particolare reati di corruzione in concorso commessi nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale tra Messina e Siracusa. I lavori venivano lasciati a metà, ma i funzionari continuavano ad attestare la loro buona riuscita e ad assegnarne di nuovi.
Lo scorso 20 settembre i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria avevano colto in flagrante un imprenditore nell’atto di consegnare una mazzetta da diecimila euro a due funzionari, all’interno degli uffici dell’Anas. Arrestati, avevano subito confessato e portato alla scoperta di 40.000 euro in contanti presso l’abitazione di un funzionario, avvolti nella stagnola e nascosti nell’armadio.
A settembre erano già stati fermati l’ingegnere Giuseppe Romano e i geometri Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica, oggi ai domiciliari; il geometra Gaetano Trovato è finito in carcere; l’ingegnere Antonino Urso è stato invece interdetto per un anno. Ai domiciliari, quattro imprenditori: Salvatore Truscelli, legale rappresentante della “Truscelli Salvatore srl” di Caltanissetta, dal valore di 5 milioni di euro; Pietro Matteo Iacuzzo, rappresentante della “Isap srl” di Termini Imerese, valore 17 milioni di euro; Roberto Priolo, rappresentante della “Priolo srl” con sede a Ciminna (in provincia di Palermo) e Calogero Pullara, rappresentante legale della sede di Favara (Agrigento), per un valore di un milione di euro annui ciascuna.
Nelle intercettazioni definivano questi sporchi affari come “lavori in economia“, ma il “risparmio” avveniva a spese della qualità dei lavori, eliminando le spese di scarificazione dei materiali in discarica per poter dividere l’avanzo (di solito pari a circa il 20% dei fondi) tra l’azienda, per due terzi, e i funzionari corrotti, ai quali spettava il terzo rimanente.
Ironia della sorte come proprio la Sicilia avesse recentemente conquistato il primato delle tangenti certificato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione: la Sicilia è la regione più corrotta d’Italia, negli ultimi tre anni si conta lo stesso numero di casi di tutto il Nord.
Una domenica di passione e pesanti disagi per migliaia di automobilisti siciliani. Il fine settimana…
Il via libera del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) ad alcune opere strategiche per l'Isola incassa…
Ancora una giornata di disagi per gli automobilisti in transito lungo la rete autostradale siciliana.…
Concorsi pubblici 2026: è stato ufficialmente firmato il nuovo DPCM del 2 luglio 2026, il…
Sono ufficialmente online le modalità di presentazione delle istanze per l’assegnazione del contributo per le…
La Polizia di Stato ha arrestato un 36enne catanese responsabile del reato di rapina impropria…
Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti per la gestione pubblicitaria. Puoi esprimere le tue preferenze sui singoli programmi pubblicitari cliccando su "maggiori informazioni". Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.
Privacy Policy