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Polemica Sant’Agata, il comitato per la festa: “La sicurezza prima di tutto”

Il comitato per la festa di Sant'Agata commenta l'epilogo della mattina del 6 febbraio e la mancata salita di San Giuliano per questioni di sicurezza.

La macchina organizzativa e soprattutto la modalità con cui vengono prese decisioni difficili e complesse, a causa di condizioni meteo avverse o di altri fattori relativi alla sicurezza, hanno funzionato molto bene e di questo siamo soddisfatti, nonostante il dispiacere da parte di tutti per non aver potuto assistere alla salita di via di Sangiuliano“, commenta così il Comitato per la Festa di Sant’Agata i fatti di ieri che hanno suscitato polemica tra i cittadini.

Comprendiamo — prosegue la nota — la delusione dei devoti che però hanno perfettamente capito che non c’era la sicurezza necessaria, elemento essenziale per la nostra azione e per lo svolgimento della Festa. Ormai da anni non c’è più spazio per condotte inopportune e nessuno può mettere a rischio ordine, sicurezza e legalità nella Festa. Il Maestro del Fercolo Claudio Consoli, infatti, anche confrontandosi con le Forze dell’ordine lì presenti, ha ritenuto inadeguate le condizioni di sicurezza in quello che è il passaggio più delicato delle due processioni: la salita di Sangiuliano, in passato anche teatro di episodi tragici“.

Dopo aver schierato i cordoni — dichiara il Comitato — chiedendo anche di far uscire donne e bambini come ormai avviene da alcuni anni, il Maestro del Fercolo ha constatato che all’interno del cordone c’era un numero esagerato di persone, strette tra loro, tale da non consentire neanche il percorso a passo d’uomo, come è risultato evidente a tutti. Consoli, come da lui stesso riferito al Comitato stesso, è sceso tra il cordone ben cinque volte, chiedendo con forza ai presenti di ripristinare le condizioni minime di sicurezza, limitando il numero delle persone e facendo uscire donne e bambini.

Tali richieste, però, non sono state seguite purtroppo da un numero consistente di devoti assiepati, che hanno così dimostrato negligenza, risultando indisciplinati e non comprendendo i rischi per la sicurezza di tutti. Di fronte al persistere di tale condizione il Capo Vara ha quindi staccato i cordoni, girato il Fercolo verso il Duomo e proseguito fino al rientro in Cattedrale, dove il busto e le reliquie di Sant’Agata sono state risposte come di consueto nella “cammaredda”.

La dolorosa decisione di non far svolgere la salita di via di Sangiuliano e il conseguente canto delle monache benedettine in via dei Crociferi, ha creato comprensibile dispiacere da parte dei devoti. La stragrande maggioranza è stata favorevole a questo epilogo, elogiando le scelte prese, confermando il primato della tutela delle sicurezza e delle decisioni di chi ne ha la responsabilità, come il Maestro del Fercolo. Ai pochissimi che hanno protestato in modo inopportuno ha risposto amareggiato Mons. Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, redarguendoli con forza, come un padre fa con un figlio che sbaglia e spiegando poi nell’omelia in Cattedrale il comportamento del vero devoto.

La Festa, dunque, nonostante questo epilogo, — conclude la nota del Comitato — ha mostrato il suo lato migliore e le regole che ci siamo dati comportano una conduzione chiara, gestita dai soggetti preposti e non suscettibile di influenze esterne. Non è più tempo delle corse in via di Sangiuliano o di altre condotte pericolose o inappropriate. Oggi, anche grazie ad un’azione condivisa del Comune, dell’Arcivescovado, delle Forze dell’Ordine, coordinate dalla Prefettura, dei volontari, la Festa migliora di anno in anno, registrando la sempre maggiore presenza di devoti e turisti. Abbiamo vissuto due giorni molto difficili, con pioggia e continue allerta meteo, che tuttavia non hanno scoraggiato la presenza di centinaia di migliaia di persone che in assoluta sicurezza hanno potuto esprimere la loro gioia e la loro devozione verso la nostra amata Santa Patrona”.


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