È trascorsa la prima notte per gli sfollati del terremoto che ha colpito il Catanese nella notte tra Santo Stefano e Natale.

Credit photo: G. Distefano
Il terremoto di magnitudo 4.9 che ha colpito nella notte tra Santo Stefano e Natale i comuni alle pendici dell’Etna, ha lasciato oltre 600 persone senza casa. Secondo le prime stime fatte ieri sarebbero infatti almeno seicento gli sfollati, provenienti dai sei i paesi etnei più coinvolti, tra i primi Fleri, Zafferana Etnea e Pennisi. Pertanto, ieri, i tecnici hanno sottoscritto una convenzione con Federalberghi per poter ospitare chi non può rientrare nella propria abitazione in strutture turistiche e alberghiere.
Questa notte, la prima notte dopo il sisma , buona parte degli sfollati ha dormito nelle strutture predisposte dalla Regione. Ma ci sono anche sfollati che hanno preferito trascorrere la notte in auto, davanti alla propria abitazione inagibile, sfidando il forte freddo.
Alla fine risultano essere 320 gli sfollati, e non 600 come era stato annunciato ieri, per i quali la Regione ha assicurato un alloggio in quattro alberghi nella zona più colpita dal terremoto. Tre hotel sono a Zafferana Etnea (Airone, Primavera ed Emmaus) e un quarto è stato individuato ad Acireale (Maugeri). Il paese più colpito è Zafferana con 225 sfollati: oltre ai tre alberghi per accogliere chi ha la casa inagibile, il sindaco ha ordinato l’apertura di strutture comunali, palestre e scuole per accogliere chi temendo nuove scosse di terremoto vuole trascorrere la notte fuori casa.
Aci Sant’Antonio è un altro paese molto colpito: saranno in 36 a dovere abbandonare la propria abitazione. In paese per un momento si è temuto per i 21 disabili che abitano nell’istituto Villaggio San Giuseppe, poi invece è stata individuata un’ala della struttura agibile e non c’è stato alcun trasferimento. Diciassette gli “inagibili” di Santa Venerina, otto a Viagrande, 34 ad Acireale.
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