Il decreto Milleproroghe è legge e dai primi calcoli risulta che sarà proprio la Sicilia la regione più danneggiata.

Si tratta del decreto Milleproroghe, il provvedimento tanto atteso a fine anno perché posticipa l’entrata in vigore o la scadenza di alcune leggi e caratterizza ogni Governo da circa 13 anni. Anche quest’anno il decreto è divenuto legge, dopo l’approvazione al Senato nei giorni scorsi, non senza i pareri contrari delle opposizioni.
Tra i punti chiave del decreto: il mantenimento dell’autocertificazione per i vaccini per i bambini che si iscrivono a scuola da presentare entro il 10 marzo 2019; l’assenza del vincolo delle prove Invalsi e dell’alternanza scuola-lavoro per l’ammissione all’esame di Stato; l’avvio ai primi rimborsi per le vittime della crisi bancaria e 5 milioni per le imprese del Centro Italia colpite dal terremoto nel 2016.
Elemento da non sottovalutare è quello del Bando periferie, che vede bloccati un 1 miliardo e 600 milioni di fondi per le zone periferiche e che ha scatenato le proteste dei sindaci. Tuttavia il premier Conte ha tranquillizzato i primi cittadini affermando che il Governo è intenzionato ad inserire nel primo decreto utile una norma che si occupi del recupero dei progetti già avviati.
Tra le regioni più colpite da questi provvedimenti troviamo in vetta la Sicilia, che secondo le prime stime, dovrebbe essere interessata da una perdita di oltre 200 milioni di euro. Notevole la distanza dalla seconda regione più colpita, la Toscana, che ne perde 147 milioni, seguita dallla sottrazione di 138 milioni all’Emilia Romagna. Le regioni meno colpite dovrebbero essere Umbria, Molise e Valle d’Aosta che dovranno rinunciare a cifre tra i 28 e i 12 milioni.
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