Un recente studio dell'Università di Warwick, Germania, mette in luce un preoccupante legame fra l'uso di Facebook e la propagazione di idee razziste contro i migranti.

Facebook può alimentare la violenza di matrice razziale? Pare di sì, o almeno questo è quanto emerge da uno studio condotto in Germania dai ricercatori dell’Università di Warwick. La ricerca è stata ripresa dal New York Times, è dimostrerebbe una correlazione diretta tra l’uso del social network per eccellenza e gli attacchi contro i rifugiati.
Gli esperti hanno analizzato tutti i 3.335 attacchi contro i migranti che si sono registrati in Germania in due anni. Sono state esaminate le comunità locali in cui si sono verificati gli episodi di violenza tramite fattori socio-demografici, benessere, vendite quotidiane, sostegno a politiche di estrema destra, la storia dei crimini d’odio, numero di rifugiati e proteste.
Da ciò emerge un legame tra gli attacchi e un uso di Facebook superiore alla media. La ricerca pertanto metterebbe in correlazione la diffusione di malumori contro i rifugiati e l’uso intensivo di Facebook, mettendo in luce il peso del medium nella propagazione di idee razziste o violente.
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