Riscatto laurea: cos’è e quando conviene farlo

Non tutti gli studenti sono a conoscenza del cosiddetto “riscatto della laurea ai fini pensionistici”. In questo breve vademecum vi spieghiamo di cosa si tratta e quali sono i casi in cui conviene farla.

Cos’è?

Il riscatto della laurea è un istituto a pagamento che consente di conteggiare gli anni di studio come contributi utili ai fini pensionistici. Riscattando la laurea, infatti, è possibile conteggiare gli anni “persi” nello studio come anni lavorativi veri e propri e ottenere alcuni vantaggi, come ad esempio la possibilità di andare in pensione prima o avere una pensione più elevata.

Non tutti gli anni di studio sono riscattabili attraverso questa procedura, ma solamente quelli in corso. La domanda inoltre non è soggetta ad alcun termine e può essere presentata in qualsiasi momento attraverso la procedura online descritta sul portale dell’INPS, anche prima dell’inizio dell’attività lavorativa.

È possibile dilazionare il pagamento del riscatto in 120 rate mensili senza l’aggiunta degli interessi e le somme pagate sono interamente deducibili dal reddito imponibile ai fini Irpef.

I costi del riscatto sono variabili e si possono trovare maggiori informazioni sul portale dell’INPS, ma in generale sono determinati con le norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto.

Conviene riscattare?

Non è possibile dare un’unica risposta a questa domanda, in quanto sono molteplici i fattori che entrano in gioco, tra cui l’obiettivo che si potrebbe raggiungere con il riscatto (ad esempio il pensionamento anticipato o l’aumento dell’assegno mensile Inps) e la possibilità di investire in forma alternativa la cifra spesa per riscattare la laurea.

Tuttavia, esistono alcune situazioni in cui può risultare vantaggioso riscattare. Secondo Michele Bartolini, consulente finanziario; se gli anni di laurea consentono di superare il limite dei 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, in modo da poter avere la pensione per la maggior parte calcolata con il metodo retributivo; se grazie agli anni di studio si arriva a raggiungere la pensione di anzianità prima dell’età pensionabile per la vecchiaia (ad esempio si può lasciare il lavoro a 62 anni invece che a 66).

Leggi anche: Riscatto laurea: primo anno gratis per i nati dopo il 1980?

Redazione

Tutti gli articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Terza corsia A18, l’allarme di Fillea Cgil: “Senza una viabilità alternativa Tangenziale di Catania al collasso”

Il via libera del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) ad alcune opere strategiche per l'Isola incassa…

11 Luglio 2026

Autostrada A19 chiusa verso Catania, a fuoco un camion: traffico in tilt

Ancora una giornata di disagi per gli automobilisti in transito lungo la rete autostradale siciliana.…

10 Luglio 2026

Concorsi pubblici 2026: firmato il DPCM per oltre 3.700 assunzioni a tempo indeterminato

Concorsi pubblici 2026: è stato ufficialmente firmato il nuovo DPCM del 2 luglio 2026, il…

10 Luglio 2026

Unict, spese di locazione: via alle domande per il contributo alloggi 2026

Sono ufficialmente online le modalità di presentazione delle istanze per l’assegnazione del contributo per le…

10 Luglio 2026

Prima i furti nei B&B del centro, poi la rapina al supermercato: arrestato 36enne a Catania

La Polizia di Stato ha arrestato un 36enne catanese responsabile del reato di rapina impropria…

10 Luglio 2026

Catania, fiamme in Tangenziale: a fuoco autocompattatore dei rifiuti e traffico in tilt

Nella mattinata di oggi si è registrato un grave imprevisto lungo la Tangenziale di Catania,…

10 Luglio 2026