Categorie: Ricerca e Scienza

Prof. troppo severi? Danneggiano gli studenti: l’esperimento di due università

Cos'è che scoraggia gli studenti, che li fa abbattere e che li demotiva in modo davvero esponenziale? In uno studio statunitense, un fattore decisivo sono gli insegnanti troppo rigidi.

Due università statunitensi, la West Virginia University e la California University, hanno condotto questo studio, per poi pubblicarlo nella rivista “Communication Education“. Il team di ricercatori dei due atenei ha rilevato che l’atteggiamento scorretto, rigido ed eccessivamente demotivante degli insegnanti danneggia il potenziale d’apprendimento degli studenti: criticare in continuazione, fare favoritismi all’interno di un’aula e sminuire i risultati degli studenti, porta a un vero e proprio calo di autostima, danneggiando la mentalità in termini di apprendimento e di motivazione allo studio.

La ricerca è stata condotta su 500 studenti, suddivisi in due gruppi: il primo ha seguito una lezione tenuta da un professore con atteggiamento duro, mentre il secondo ha seguito una lezione normale. Alla fine delle lezioni, i due gruppi sono stati sottoposti ad un test per vedere cosa hanno appreso ed il loro interesse.

I risultati non sorprendono, ma anzi fanno riflettere: il primo gruppo, a confronto del secondo gruppo, ha registrato un punteggio peggiore del 5%, registrando un interesse bassissimo verso gli argomenti trattati oltre che una scarsa motivazione sia allo studio che al seguire le lezioni dello stesso professore.

A quanto pare, dai risultati ottenuti, emerge che l’atteggiamento del professore che sta davanti ad un’aula piena di studenti, influenza in modo decisivo quest’ultimi. Trovarsi dinanzi ad un professore duro – sia dal punto di vista umano che dal punto di vista dell’apprendimento – non può che far male agli studenti: non stimolandoli alla ricerca, non motivandoli nello studio degli argomenti ed in eventuali approfondimento, non dimostrandosi disponibile nei loro confronti e criticandoli in modo eccessivo, porta gli studenti stessi allo sbaraglio.

In qualche modo, questo studio delle due università statunitensi, potrebbe servire come monito per i docenti, per sensibilizzarli e sviluppare un approccio più morbido e più stimolante nei confronti dell’aula che si ritrovano davanti. Lo scopo è quello rendere gli studenti attivi nelle lezioni stesse e incoraggiarli ad affrontare test ed esami con la giusta mentalità.

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