Cervelli in fuga ma poi sulla via di ritorno: i dati fanno ben sperare in un ritorno sempre più frequente dei ricercatori italiani all'estero.

Lo scorso 15 aprile, giorno in cui nel 1452 nacque Leonardo da Vinci, è stata celebrata la prima edizione della giornata della ricerca italiana nel mondo. Sono moltissimi gli italiani che decidono di andar via dal nostro paese per motivi di studio e di ricerca, esportando molto spesso conoscenza e competenze che li portano a ricoprire posizioni di alto livello.
In occasione di questa giornata, la ministra Valeria Fedeli ha affermato che bisogna essere consapevoli del loro grande contributo e essere orgogliosi di loro. Nonostante ciò, aggiunge, bisogna comunque fare molto per far sì che questi cervelli, dopo un’esperienza all’estero, ritornino in Italia. Per questo si dovrebbe investire di più in ricerca e sviluppo. La cosa positiva è che, come ha spiegato Marco Mancini, capo Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca, negli ultimi tempi circa 800 studiosi sono tornati nel Belpaese dopo 8 anni, e 400 di loro sono diventati docenti in atenei italiani. Questo, a suo parere, è il trend positivo da seguire.
La ministra dell’Istruzione ha, inoltre, lanciato il progetto “Leonardo da Vinci” che consiste in due bandi e una medaglia per tutti coloro che intendano intraprendere progetti di ricerca all’estero. Il tutto sarà finanziato da 200mila euro annui dal Miur, con l’obiettivo di mantenere vicini i ricercatori all’estero al sistema nazionale di ricerca.
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