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Chi si laurea al Sud lavora dopo rispetto a chi lo fa al Nord

I dati Almalaurea evidenziano che i laureati al Nord lavorano molto prima dei colleghi meridionali.

Chi si laurea al Nord lavora prima di chi lo fa al Sud. È questa la conclusione a cui si arriva consultando il Rapporto 2017 di Almalaurea sulla “Condizione occupazionale dei laureati”.

“Tra Nord e Sud è forte la disparità territoriale tra i laureati magistrali biennali ad un anno dal titolo: è pari a 18 punti percentuali. Si traduce in una quota di occupati pari al 65% tra i residenti al Nord e al 47% tra coloro che risiedono nelle aree meridionali. Il differenziale territoriale è confermato anche a livello di gruppo disciplinare: anzi si accentua consistentemente nei gruppi Agraria, Insegnamento ed Educazione-fisica, all’interno dei quali supera i 25 punti percentuali”, si legge nel Rapporto.

Chi non può sostenere i costi del trasferimento al Nord ha quindi una possibilità minore, di trovare occupazione celermente, rispetto ai colleghi settentrionali. Una sorta di selezione sociale che ovviamente risulta essere inaccettabile nel terzo millennio.

Che poi sia un vero paradosso il fatto che un laureato in Agraria al Sud e in Sicilia non trovi lavoro, rispetto ad uno del Nord – dove sicuramente non è l’agricoltura l’attività prevalente – non fa che accentuare la gravità della situazione. “Il tasso di disoccupazione – continua il Rapporto – raggiunge il 29% tra i laureati del Sud, 16 punti in più rispetto ai residenti al Nord (13%). Anche in questo caso i differenziali  territoriali risultano confermati in tutti i gruppi disciplinari con punte di oltre 20 punti di divario tra i laureati dei gruppi Geobiologico, Agraria, Psicologico, Insegnamento ed Educazione fisica”.

Il divario tra Nord e Sud si riduce “solamente” dopo cinque anni, scendendo a 12 punti percentuali: “Lavorano 85 laureati su cento residenti al Nord, mentre al Sud la quota di occupati coinvolge il 73% dei laureati”.

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