UNIVERSITÀ – “Troppa teoria e poche competenze”, l’Ocse bacchetta l’Italia

I risultati di un focus dell’organizzazione parigina evidenziano: l’Italia fornisce ai suoi studenti universitari troppe nozioni teoriche e poche pratiche, così si fatica a entrare nel mondo del lavoro.

L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in un rapporto dedicato al Bel Paese mette a nudo i deficit che emergono dal rapporto tra formazione e professione, facendo venire a galla quelli che sono i principali difetti, a volte ben noti, del nostro sistema universitario.

La scoperta dell’acqua calda? Forse. Ma, come dicevano i latini, repetita iuvant. Ecco che, quindi, i laureati che puntano su “competenze professionali e tecniche di alto livello, piuttosto che su conoscenze teoriche” transitano “più rapidamente verso lavori di alta qualità e ben retribuiti. Il resto dei laureati rimane, invece, intrappolato in un mercato del lavoro che li colloca in posti di scarsa qualità e per i quali, di solito, sono sovra-qualificati”.

La situazione attuale, per la verità, è frutto anche della frammentarietà dei corsi altamente professionali della scuola superiore, che spesso vengono percepiti come opzioni educative inferiori rispetto ai licei. Questo rapporto squilibrato, sottolinea l’Ocse, è lo specchio della situazione socio-economica italiana. Infatti, gli studenti provenienti da ambienti socio-economici avvantaggiati tendono a ignorare la possibilità di scegliere un istituto professionale; preferito, piuttosto, dai loro coetanei che non hanno le stesse risorse economiche.

Da qui in poi, diventa facile prendere la china. Così l’organizzazione parigina rincara la dose, evidenziando che, se la situazione non muterà, si tenderà a rafforzare la segregazione sociale ed economica. In realtà, l’Italia sta già cercando di invertire la situazione, con le nuove lauree professionalizzanti che avranno inizio a partire dal prossimo anno accademico, ma la strada è ancora lunga.

Ciliegina sulla torta, l’ultimo punto del focus si concentra sull’incertezza che circonda le offerte di lavoro. Spesso i posti disponibili rimangono nascosti a chi avrebbe le migliori competenze per lavorarvi, mentre il sistema italiano favorisce chi ha un buon network di conoscenze personale o familiare.

Domenico La Magna

Giornalista pubblicista, si è laureato in Filologia Moderna all'Università di Catania nel 2020 con una tesi su Calvino e l'editoria. Inizia a collaborare con LiveUnict da ottobre 2017. Appassionato di politica, segue con particolare attenzione i temi riguardanti l’Unione Europea e l’ambiente. Frequenta il Master di 2° Livello in Professione Editoria all'Università Cattolica di Milano.

Pubblicato da
Domenico La Magna

Articoli recenti

Semestre aperto Medicina 2026/2027, al via le iscrizioni: ecco il nuovo decreto e tutte le novità

Prende ufficialmente il via il percorso del Semestre aperto per l'accesso ai corsi di laurea…

13 Luglio 2026

Nuovi vigili urbani a Catania, Trantino: “Non siamo sceriffi, serve sensibilità per far rispettare le regole”

Il sindaco Enrico Trantino ha accolto nella sala Bellini di Palazzo degli Elefanti la cerimonia…

13 Luglio 2026

Catania, blitz della Polizia tra B&B e centro storico: posti letto abusivi e contraffazione

Una specifica attività di controllo nelle strutture ricettive del centro storico di Catania è stata…

13 Luglio 2026

Meteo Sicilia, in arrivo caldo africano: picchi fino a 40°C

Meteo Sicilia: si attende una settimana dominata dal sole splendente e da un aumento costante…

13 Luglio 2026

Concorso Ministero della Cultura: piano da 482 assunzioni per musei e parchi archeologici

Il Ministero della Cultura si prepara a un importante ricambio generazionale per rafforzare la macchina…

13 Luglio 2026

Prima l’aggressione, poi il furto dello smartphone: arrestato 23enne a Catania

Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato uno straniero di 23 anni che ha…

13 Luglio 2026