
Un brutto risveglio stamane per la città di Catania e per tutti i devoti di Sant’Agata che hanno visto, per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi, oltraggiato il tanto caro altarino della Fonte Lanaria situato in via Dusmet. Un vile gesto che anche questa volta non è stato visto (o ignorato?) dai passanti, causando danni ben maggiori rispetto agli schifosi e a dir poco animaleschi sfregi passati.
I vandali (da accertare se siano stati più di uno) stavolta hanno agito picconando il volto e il busto in bassorilievo dell’antichissima Fonte Lanaria, sede di culto dei tanti devoti della Santa Patrona che tutto l’anno trovano un momento di preghiera attorno al più importante e frequentato altarino della città.
“I Catanesi – ha commentato il sindaco Enzo Bianco – devono essere uniti nel condannare quest’ennesimo, spregevole atto contro la fontana con il bassorilievo di Sant’Agata: il restauro partirà immediatamente e sarà portato a termine in tempi brevi. Mi domando a chi possa venire in mente di perpetrare questi oltraggi. Chiedo alla Catania che non sta a guardare, cioè alla stragrande maggioranza della città, di riferire alle forze dell’Ordine quanto hanno visto in modo da da aiutare nelle indagini. Ringraziamo intanto sia la Soprintendenza sia l’Accademia per l’immediato intervento“.
Al sopralluogo erano infatti presenti, oltre al primo cittadino, il presidente del Comitato per i festeggiamenti Agatini Francesco Marano, l’architetto Nicola Neri per la Soprintendenza, il direttore dell’Accademia di Belle Arti Virgilio Piccari, Grazia Spampinato, direttrice del Museo Diocesano, altri tecnici e rappresentanti della Polizia municipale. Dopo un confronto sull’intervento da portare avanti e sulle soluzioni tecniche, si è deciso di agire in loco, chiudendo e proteggendo la fontana che custodisce l’altarino.
Il comune ha inoltre comunicato che sta già lavorando per mettere a punto un sistema di videosorveglianza al monumento; sorveglianza che, a dirla tutta, doveva già essere installata da tempo dopo la promessa del sindaco Bianco nel mese di gennaio, in seguito all’ultimo (ormai penultimo) atto vandalico all’altarino.
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