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CINEMA – Sicilian Ghost Story, il film girato sui Nebrodi che apre il Festival di Cannes

In contemporanea con Cannes, esce in tutti i cinema il film “Sicilian Ghost Story” che, con la sua storia di omertà, aprirà il festival di Cannes.

I due registi palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza hanno deciso di raccontare una ghost story ambientata in una Sicilia inesplorata e hanno scelto come set per il film i Nebrodi e un paese di montagna della provincia di Enna, Troina. 

I due registi, prima di partire per Cannes, hanno postato su Facebook una foto che li ritrae all’interno della cornice del Parco dei Nebrodi accompagnata da queste parole: Domani partiamo per Cannes! Siamo pronti. Per questo film abbiamo affrontato 9 mesi di casting, 3 di laboratorio e prove, lunghe scarpinate per trovare remoti laghi siciliani, acque autunnali, ombrose foreste, dove abbiamo fatto inerpicare la troupe e il nostro cast di meravigliosi ragazzini, il freddo che soffiava sui monti Nebrodi. Perfino la neve. Che paura volete adesso che ci facciano giornalisti e distributori internazionali? “. 

L’atmosfera fiabesca incontra la mafia, un rapimento e l’orrore. La magia realizzata da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza – descritta dal maestro della luce Luca Bigazzi, direttore della fotografia dei film di Paolo Sorrentino – racconta la storia di due ragazzini, Giuseppe e Luna, innamorati e divisi dalla morte che Cosa Nostra porterà nelle loro vite. La trama è ispirata ad una storia vera, l’omicidio di Giuseppe Di Matteo, il tredicenne ucciso dalla Mafia nel 1996 nel tentativo di far tacere il padre Santino Di Matteo, collaboratore di Giustizia ed ex mafioso. L’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo ha suscitato grande scalpore per il modo in cui, prima fu rapito e poi dopo due anni di prigionia in condizioni deprorevoli, fu ucciso (venne strangolato) e occultato il suo corpo che non fu mai ritrovato perché disciolto in una vasca di acido nitrico. 

Santino Di Matteo stava collaborando all’indagine finalizzata ad arrestare gli artefici delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, il padre di Giuseppe dopo un iniziale cedimento psicologico, non si piegò al ricatto e decise di continuare a collaborare con la giustizia. Quando Giovanni Brusca, latitante e boss mafioso che fece saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, fu condannato all’ergastolo decise di vendicarsi sul bambino. 

Elisa Pagana

Elisa Pagana nata a Bronte (Ct) il 05/09/1991 studentessa di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania. Fin da piccola il carattere molto estroverso e vivace l'ha portata ad occuparsi di animazione. Appassionata di sport, cultura, viaggi e lingue. Amante della lettura e scrittura. Oltre a collaborare con liveunict, partecipa ogni anno a stage internazionali a sfondo giuridico.

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