
Il “Blue Whale” (letteralmente “La balena blu”) è una tendenza nata in Russia e legata ai social media, in cui dei ragazzi si suicidano seguendo una specie di “gioco” composto generalmente da 50 regole dettategli da un “curatore” (o “tutor”).
Il nome deriva dal fenomeno delle balene spiaggiate, che viene appunto paragonato al suicidio e di conseguenza a questo fenomeno. Il Blue Whale ha già portato alla morte 157 adolescenti in Russia e ha fatto delle vittime anche in Italia: lo scorso febbraio infatti un 15enne di Livorno si è suicidato da un palazzo di ventisei piani per seguire le regole di tendenza maledetta.
Ma quali sono le regole di questo gioco dell’orrore che porta fino al suicidio?
Per 50 giorni i ragazzi che decidono di prenderne parte si praticano dei tagli sulla mano, si alzano alle 4.20 del mattino per guardare video psichedelici, si incidono “yes” sulla gamba oppure una balena sul braccio. Il quattordicesimo giorno poi ci si deve tagliare il labbro ed il sedicesimo bisogna procurarsi un forte dolore. Al 26esimo giorno il tutor (che ha preso visione giorno per giorno dei vari colpi che il partecipante si è inferto dato che devono essere sempre scattate delle foto per documentare il tutto) comunica all’adolescente il giorno in cui dovrà morire.
E si arriva così all’ultimo giorno, il 50esimo, quello della morte. I ragazzi che hanno seguito il Blue Whale si buttano giù da un palazzo molto alto, solitamente. Con loro al momento del gesto ci sono altri minorenni per documentare il suicidio e permettere di sincronizzare le morti in modo da rendere il tutto devastante per la mente umana.
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