
In questi giorni avevamo parlato dei malumori sorti subito dopo la pubblicazione del bando per il concorso scuola 2016, ma nonostante la Giannini abbia comunicato che “ricorsi e processi non sono la scelta vincente” è arrivata la notizia che il Tar del Lazio ha ammesso la prima concorrente.
I tantissimi aspiranti docenti abilitati stanno riversando il loro disappunto, non tanto verso i colleghi, ma verso un provvedimento che, di fatto, annulla a tutti gli effetti la validità della loro abilitazione. Il TFA (Tirocinio Formativo Attivo), è un percorso difficile, il cui accesso è stato un vero e proprio concorso, addirittura più impegnativo del concorso a cattedra in quanto comprensivo di una prova in più (la preselettiva). Oltre alla difficoltà si va ad aggiungere anche la questione economica: l’abilitazione ha un ammontare minino di 2.500 € di tasse d’iscrizione. Di conseguenza, un percorso che ha visto spendere tempo, studio e denaro non avrà più nessun valore? Qual è stato, allora, il fine dell’inserimento di questo tipo di abilitazione se poi tutti possono accedere al tanto “sognato” concorso a cattedra? Domande lecite e che aspettano delle risposte concrete.
Dal versante istruzione, il Miur sembra limitarsi a rispondere in maniera diplomatica. La stessa ministra Giannini, per quanto riguarda le prime ordinanze del Tar Lazio, ha affermato: “Si tratta al momento di alcuni decreti di carattere cautelare, che non entrano nel merito e rimandano a successive decisioni collegiali del Tar. Per ora non è stato espresso alcun giudizio di merito. Qualora fosse necessario, ci opporremo nelle sedi opportune”.
Si attendono aggiornamenti riguardo alle decisioni definitive.
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