Lo strano caso dell’esame di stato per avvocati. Copiati 2 elaborati su 10

Copiare o non copiare? Questo è il problema. Sicuramente un grosso problema per l’Italia di oggi. Infatti, se fino a qualche anno fa copiare l’esame richiedeva metodologia, preparazione e pianificazione, nonché discrete dosi di coraggio, faccia tosta e furtività, l’avvento di Internet ha reso il tutto di una semplicità a volte anche disarmante. Si copia al compito in classe, poi all’esame di maturità, in seguito all’esame universitario, si copia perfino la tesi di laurea, e, a quel punto, si copia anche al concorso pubblico. Così, in questa lunga discesa negli inferi del copia-copia, si può perfino arrivare a copiare durante l’esame di abilitazione ad una professione. Tra l’altro uno fra gli esami di abilitazione più ardui, quello alla professione d’avvocato.

Accade a Napoli durante l’esame di stato per avvocato che si è svolto a dicembre dello scorso anno, e che ha coinvolto più di 6000 candidati, sottoposti, come da prassi, a tre prove: un parere in tema di Diritto civile; uno in Penale, il terzo un atto a scelta fra Civile, Penale e Amministrativo. Al termine della prova, gli elaborati sono stati inviati a Milano, dove, lo scorso 1 febbraio, le 15 sottocommissioni incaricate dalla Corte d’Appello hanno cominciato l’operazione di correzione. Ed è qui che nasce l’intoppo. A rendere molto significativa questa vicenda, infatti, sono principalmente due cose. La prima è il numero di candidati accusati di aver copiato, ossia il 20%, due su 10 di questi 6000 aspiranti avvocati. Il secondo fatto degno di nota è la certezza della copiatura, in quanto gli elaborati, in buona parte dei casi, si sono rivelati identici, parola per parola.
Ma come può essere possibile? Lo è, eccome se lo è, quando, manco a dirlo, ogni tassello dello scibile umano è a portata di smartphone. E, ancor più, quando non c’è nemmeno bisogno di perder tempo a fare ricerche, ma basta accedere ad un sito chiamato mininterno.it, un portale ovviamente indipendente e che nulla ha a che fare con le istituzioni dove, in tempi davvero molto brevi, si possono visualizzare le tracce d’esame e le rispettive soluzioni. A questo bisogna poi aggiungere l’evidenza dell’errore umano, ossia sicuramente l’inadeguatezza dei controlli , che hanno permesso a tanti, troppi candidati di tenere ed utilizzare il cellulare.
L’epilogo di questa sconcertante situazione, prontamente comunicata al Ministero dell’Interno, potrebbe essere l’annullamento del concorso e, essendosi trattata di una vera e propria truffa, anche l’allerta della Procura.

Daniele Di Stefano

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