STUDENTI&FORNELLI – Pasta radicchio, speck e scamorza senza panna

Domenica scorsa avendo trovato “strani” ingredienti in frigo ho ricordato un’antica ricetta (forse non così antica) che mia nonna faceva spesso per farci mangiare il radicchio. Del resto si sa: c’è a chi piace e chi non lo tollera (come nel mio caso) per via del suo gusto amaro. Come allora riqualificare un ingrediente così poco piacevole al gusto in modo semplice e veloce? Leggete e soprattutto provate questa ricetta “coccola stomaco”. Non ve ne pentirete! Potete aggiungere la panna, ma la mia è una ricetta in qualche modo light.

Ingredienti (dosi per 4 persone):

400 g di pasta (io ho messo le orecchiette, ma vanno benissimo spaghetti, fusilli, pennette…)

Per la salsa:

  • Olio extravergine circa 3 cucchiai;
  • una noce di burro;
  • aglio 1 spicchio;
  • salvia 3/4 foglioline;
  • speck 100 gr. (fatevelo affettare sottile);
  • vino bianco ½ bicchiere;
  • radicchio 1 piantina;
  • zucchero;
  • scamorza affumicata quanto basta;
  • sale;
  • pepe;
  • prezzemolo.

Procedimento

Fate rosolare l’aglio (intero schiacciato) con l’olio, il burro, il prezzemolo e la salvia.

Tagliate il radicchio, dopo averlo lavato, a striscioline simili alla grandezza della pasta che avete scelto e fatelo rosolare insieme al resto; bagnate con il vino, aggiungete un cucchiaio di zucchero fino e salate quanto basta. Se volete, aggiungete un pizzico di noce moscata.

Mettete l’acqua a bollire nella pentola e nel momento in cui inizia a bollire, versate prima il radicchio e infine la pasta. Salate.

Far cuocere la pasta e nel frattempo tagliate a quadrotti lo speck. Fatelo rosolare nella stessa padella in cui c’era il radicchio a fuoco basso per un minuto. Dopodiché, scolate la pasta e aggiungete speck e scamorza affumicata (va bene anche il parmigiano o qualsiasi altro tipo di formaggio, filante o grattugiato).

Servite calda.

 

Maria Eleonora Palma

Autore - Sono nata il lontano 24 Novembre del 1993 a Vittoria, una piccola città in provincia di Ragusa. Mi divido tra Catania, dove frequento il primo anno della facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche, e la mia città natale che amo tanto e a cui sono legati ricordi, amicizie e impegni vari. Sono una persona piuttosto socievole e accogliente, amo fare nuove esperienze (per questo piuttosto spesso mi ritrovo in situazioni buffe e stravaganti, comunque… sorvoliamo la faccenda!). Mi piace molto scrivere, leggere libri di tutti i generi e sono da ormai 4 anni educatrice in ACR (Azione Cattolica Ragazzi). I bambini sono il mio piccolo laboratorio: mi piacerebbe in futuro lavorare con loro, e grazie a questa opportunità ho scoperto pian piano che i bambini non sono dei piccoli “mostriciattoli capricciosi”, anzi un continente di emozioni, pensieri e comportamenti da scoprire. E’ molto bello e gratificante lavorare e avere a che fare con loro, spesso sono più sensibile e profondi degli adulti. Mi piacciono gli animali, anche se per ragioni di spazio, non ne tengo alcuno a casa. L’ultimo libro che ho letto è Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, uno dei miei libri preferiti, riletto più volte, questa è la terza, e credo uno dei testi meglio riusciti sull’autismo infantile. Non appena riuscirò a ritagliarmi un po’ di tempo, vorrei iniziare un corso di fotografia. Quello che mi manca è la Reflex, ma questo non è un problema.

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Maria Eleonora Palma

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