Catania -Palermo in 3 ore? Si può fare: la situazione di aerei, treni e strade

Fonte:international-soundsystem.net

Come raggiungere Palermo in tempi ragionevoli e a costi adeguati? A una settimana dal crollo del viadotto Himera dell’autostrada A19, la domanda è più che lecita. Dopo sette giorni di polemiche, interventi, incontri istituzionali e riunioni tecniche, sono state delineate diverse soluzioni per collegare i due capoluoghi siciliani. Scendiamo più nel dettaglio per fare il punto della situazione.

AEREO: SI LAVORA CON ALITALIA E RYANAIR – A mali estremi, estremi rimedi, verrebbe quasi da commentare. La Gesap, società che gestisce l’aeroporto palermitano di Punta Raisi, ha incontrato nella giornata di ieri i rappresentati di Ryanair. La proposta della compagnia irlandese è di istituire due voli al giorno. Previsto per oggi invece l’incontro con Alitalia: preannunciata negli scorsi giorni la volontà di istituire una procedura per ridurre i tempi di imbarco. La durata stimata del volo sarebbe invece di soli 20 minuti.

TRENO: DA CATANIA A PALERMO IN 3.19H – E’ invece già disponibile una linea che permette di ridurre le ottocentesche sei ore di percorrenza. Ogni mattina, alle 06.33 dalla stazione di Palermo parte un moderno “Minuetto”, con aria condizionata, sedili ergonomici e prese elettriche. Lo stesso treno riparte dal capoluogo etneo alle 15.21. E’ previsto un potenziamento di altre 12 linee a partire dal 3 Maggio. Il prezzo del biglietto è di 12,50€ e la capienza è di 130 passeggeri.

AUTOSTRADA E PULLMAN – Si parla di circa 18-24 mesi per sperare nella riapertura del tratto autostradale tra Scillato e Tremonzelli. Da qualche giorno è stato permesso ai pullman di transitare sulle statali 120 e 643: niente tappa obbligata per la Catania- Messina, ma ritardi previsti di oltre 30-45 minuti. Si spera invece sull’apertura di una “bretella” sulla SP 24: la deviazione prevista sarebbe di solo 1,5 km. Per realizzarla, occorreranno almeno tre mesi: sarà necessario abbattere i viadotti e i piloni autostradali interessati dalla frana.

Antonio Percolla

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