Intervista a Giusy Versace, impegnata con il misterbianchese Todaro per girare degli sketch a Catania

Poche ore fa, sotto l’occhio vigile del “Liotro”, una passeggiata tra le vie di Catania ha visto come protagonisti due tra i personaggi più apprezzati e discussi della televisione italiana in questo momento: Raimondo Todaro e Giusy Versace. La coppia partecipante al talent di ballo “Ballando con le stelle”, ha scelto la città di Todaro per girare degli sketch che andranno in onda proprio durante la puntata di Sabato.
I due vengono dati per favoriti e non di certo per la storia di Giusy, prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale rimessasi in gioco ballando davanti milioni di telespettatori, ma per la straordinaria bravura dimostrata e l’affiatamento a quel partner che ormai è garanzia per chiunque accompagni.

La giornata non è stata favorevole e si temeva che un brutto acquazzone potesse bloccare le riprese ma subito nella mia mente si è aperta la riflessione: “Non sono state due protesi a impedire a Giusy di ballare, figuriamoci se un possa farsi intimorire dalla pioggia”e così tra un botta e risposta i due si sono raccontati al pubblico di giornalisti e curiosi accorsi in Piazza Duomo.
Tanti allenamenti e non poca pressione li aspetta nelle nuove puntate, il voler fare di più e andare oltre ogni sorta di limite, mentale e fisico.
Abbiamo rivolto alcune domande a Giusy Versace che si è dimostrata disponibile nel rispondere e lasciare un messaggio importante al pubblico di LiveUniversity.

Dalle tue esperienze raccontate sia mediante il tuo libro, sia con la tua attività sportiva e adesso grazie a “Ballando con le Stelle” ci appare sempre più chiaro che i disabili non hanno limiti e che forse sono molto di più quelli mentali di chi vieni definito normodotato. In che modo ti ha cambiata, se ti ha cambiata, questa nuova esperienza a “Ballando con le stelle”?

“Questa esperienza a Ballando non mi ha cambiata… questa esperienza mi ha arricchita. Mi sta decisamente arricchendo perché ho fatto delle cose che credevo impossibile fare, come il fatto stesso di mettere i tacchi, quindi a livello emotivo personale mi ha dato tanto”.

Tu sai di star dando una spinta a tantissime persone e donne soprattutto che vivono la disabilità, sotto ogni sua forma, in maniera decisamente differente?

“Guarda, me lo dicono gli altri e questo mi fa molto piacere perché non mi ero resa conto di che messaggio davvero forte stavo mandando. Leggendo i messaggi che mi arrivano su Twitter mi rendo conto di questo e mi fa piacere perché io sono fatta così, mi diverto, mi piace sorridere alla vita perché ho rischiato di morire e ho capito quanto è preziosa e quindi mi piace l’idea di dire agli altri non sprecatela perché tanto alla fine tutti hanno problemi chi più grandi chi più leggeri ma bisogna solamente affrontarli col sorriso”.

Io mi occupo di moda e ho letto che anche tu fino all’età di 28 anni lavoravi in questo mondo. E’ stato l’incidente a farti distaccare da quest’ambito?

“No, non mi sono mai distaccata, ma ognuno scrive un po’ quello che gli pare! Io continuo a lavorare come consulente, non sono più a tempo pieno nelle aziende come lo ero prima ma ho fatto una scelta personale perché se io avessi continuato a fare quello che facevo prima avrei dovuto fare solo quello. Non avrei mai fondato una ONLUS, non mi sarei mai messa a correre. Ho scelto di guadagnare di meno e dedicarmi alla cose che mi riempiono il cuore”.

Hai scelto quindi di migliorare la qualità della tua vita. Che messaggio vuoi mandare ai nostri lettori?

“Di sorridere alla vita perché non sappiamo quanto dura”.


L’immagine di Giusy è di una donna forse, energica e super sexy su paio di tacchi. Una donna che vuole imporsi nel mondo senza sconti.

Francesca Abate

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Francesca Abate

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