Da quasi un mese ormai sono iniziate le lezioni dell’anno accademico 2014/2015, ma a quanto pare per gli studenti catanesi non è tutto rose e fiori.

A essere oggetto di critiche è l’ex Monastero dei benedettini, oggi sede del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’ateneo di Catania. Un luogo meraviglioso che raccoglie anni di storia e di testimonianze, meta obbligatoria di molti turisti. La storia del monastero è strettamente intrecciata con la storia di Catania e del suo territorio, di cui racconta il trascorrere dei secoli attraverso un ordito composto da tesori archeologici e da impianti monumentali armonizzati dal genio degli architetti del passato. Un luogo invidiato da molti, amato dagli studenti che si trovano a leggere di filosofi, poeti, letterati immersi nel verde del giardino dei novizi.

Non è tutto oro quel che luccica. Questo luogo incantevole è sede di diversi corsi di laurea (lingue, lettere, filosofia, beni culturali) e di conseguenza degli studenti iscritti. Ad oggi sono 6000, più o meno, i giovani desiderosi di apprendere e di crearsi un futuro.

Da diversi anni seguire una lezione all’ex monastero è diventato un’impresa. Le aule purtroppo non solo hanno una capienza non sufficiente ad accogliere l’elevato numero di studenti, ma versano in condizioni che lasciano a desiderare. Per non parlare della mancata manutenzione dei proiettori, di internet e di tanto altro. Ci si ritrova a seguire le lezioni in un angolino a terra, con un blocchetto per gli appunti sulle gambe, perché per prendere un posto decente bisognerebbe arrivare almeno un’ora prima. Ed è per questo motivo che molti studenti, insieme ai rappresentati di corso, stanno raccogliendo materiale per creare un’istanza da presentare ai responsabili rompendo gli indugi e dando voce alla propria delusione. Girano nei vari gruppi sul social più famoso del mondo proposte di aggregazione al fine di denunciare agli organi superiori tali disagi. Naturalmente è improbabile che chi sta ai vertici non sia a conoscenza della gravità in cui versa l’enorme edificio.

Pare anche assurdo aspettare che la gente si stufi di frequentare in modo tale da ridurne il numero (a quello si è già pensato tramite l’ingresso dei test di ammissione) risolvendo la questione.

Ciò che si mette in discussione è la SICUREZZA. Stando ad alcune lamentele scritte proprio sul gruppo di facebook “Succede ai benedettini”, le aule sono delle vere e proprie trappole. In caso di evacuazione la situazione potrebbe solo degenerare.

Sperando che la situazione non passi ancora una volta inosservata, seguiremo la vicenda attendendo esiti positivi.

“Il primo movente che dovrebbe spingerci a studiare è il desiderio di accrescere l’eccellenza della nostra natura e di rendere un essere intelligente ancora più intelligente”.
(Montesquieu)

Serafina Adorno

Classe 1989. Dalle sabbie dorate agrigentine e dalla bianca scala dei turchi si è trasferita a Catania per intraprendere i suoi studi e iniziare a dare forma ai suoi sogni. Laureata in Lingue e letterature comparate, lavora nella comunicazione e nei Festival del cinema.

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Serafina Adorno

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