Il 27 maggio prossimo, sarà ospite a Catania, presso l’ex-monastero dei Benedettini, la regista Costanza Quatriglio, in occasione di un seminario apposito a lei dedicato, dal titolo La realtà nella rappresentazione: il cinema necessario di Costanza Quatriglio.

L’incontro è organizzato all’interno del corso di Cinema, fotografia e televisione del dipartimento di Scienze umanistiche, inserendosi inoltre nel programma di workshop organizzato dalla televisione d’ateneo Zammù Tv, e prevederà la proiezione dell’ormai celebre mediometraggio Con il fiato sospeso. La Quatriglio, regista palermitana, è autrice del film L’Isola, presentato a Cannes nel 2003, e del documentario Terramatta, del 2012.

Con il fiato sospeso, suo ultimo lavoro, presentato al festival di Venezia lo scorso anno, ha beneficiato di una certa eco mediatica, acquistando celebrità anche attraverso il passaparola, i social network, altri canali e richiamando una discreta fetta di pubblico grazie all’argomento molto attuale.
Per la realizzazione, la regista si è infatti basata sul cosiddetto “Caso Farmacia”, fatto di cronaca recente e, a livello giudiziario, ancora aperto, riguardante la morte di alcuni ricercatori in seguito ad omissioni e negligenze nelle misure di sicurezza e smaltimento dei prodotti, adoperati nei laboratori della facoltà di Farmacia di Catania.
In particolare, Costanza Quatriglio afferma di aver basato la sceneggiatura sui diari del dottorando Emanuele Patanè, deceduto in seguito ad un tumore polmonare.

L’opera è stata presentata a Venezia come un documentario, ma è a tutti gli effetti un lavoro di fiction, impostato dal punto di vista di alcuni studenti, interpretati da Alba Rohrwacher, Michele Riondino ed Anna Balestrieri.
Le occasioni di vedere il film, tra la proiezione al cinema King e la messa in chiaro su Raitre, il 7 gennaio 2014, non sono di certo mancate, ma l’evento del 27 maggio rappresenta sicuramente un messaggio significativo per l’istituzione universitaria catanese, specialmente adesso che il caso mediatico si è quasi del tutto sgonfiato. L’appuntamento sarà così un’importante occasione di discussione e riflessione sullo stato della ricerca e la gestione dell’istruzione nel nostro paese.

Fermo restando che la vicenda, come spesso accade in Italia, forse meriterebbe qualcosa di più di un mediometraggio di 35 minuti,  speranzosi che il lavoro di Costanza Quatriglio contribuisca anch’esso a stimolare un futuro lavoro mediatico di inchiesta, necessario sulla realtà di quei giorni e sullo stato in cui versa l’università italiana, rinnoviamo l’invito con Costanza Quatriglio il 27 maggio alle ore 16:00 presso l’aula magna dell’ex-monastero dei Benedettini.

Daniele Di Stefano

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