Nuova testimonianza da parte di un nostro lettore, residente alla Casa dello studente, aggredito dall'ormai celebre branco di cani randagi che staziona in pianta stabile alla Cittadella universitaria.

“Era circa mezzanotte e mezza e stavo tornando alla Casa dello studente. Percorrendo la strada, all’altezza del parcheggio di fronte l’edificio 14, mi sbarra la strada un gruppo di almeno 6 cani che alla mia vista inizia ad agitarsi e ad abbaiarmi contro”.
Cani randagi che girano tra i dipartimenti scientifici dell’Università di Catania. È questa la nuova emergenza, segnalata da numerosi lettori e che sembra continuare senza alcun intervento da parte delle autorità competenti, alla Cittadella universitaria.
“Io ero qui (vedi foto) ed i cani sotto gli alberi, dopo le sbarre”. A pochi passi insomma dal palazzo di Didattica, frequentato quotidianamente da centinaia di studenti.
“Non si sono avvicinati perché gli ho urlato contro – continua lo studente di ingegneria – , ma di fatto non potevo muovermi. Sono stato costretto a chiamare in portineria ed un ragazzo mi ha raggiunto con la sua macchina prelevandomi letteralmente. Non erano assolutamente cani tranquilli, anzi, molto minacciosi e grandi. Ho passato un brutto quarto d’ora”, racconta il ragazzo.
Una questione da esporre il più presto possibile alle autorità competenti questa del randagismo alla Cittadella; problema potenzialmente molto pericoloso per tutti gli studenti ed il personale frequentante il polo scientifico dell’Università di Catania, ma allo stesso tempo facilmente risolvibile applicando le contromisure adatte.
“Chiamando persone competenti, in quelle ore, che possano prendere in custodia tali randagi si pone fine a questa storia assurda. In generale non penso che un branco di cani debba girare per Catania, tanto meno all’interno della Cittadella, per il fatto che, se dovesse accadere qualcosa di spiacevole, sei solo e non ti soccorre nessuno perché non c’è nessuno”.
“È improponibile il fatto che devo avere paura di uscire di casa la sera”, conclude lo studente aggredito.
È palese a tutti che questi poveri randagi (più o meno dieci cani di taglia medio-grande), molte volte vittime d’abbandono o in preda alla fame, andrebbero aiutati da chi di dovere, per salvaguardare la loro salute e anche quella dei malcapitati che si aggirano dalle loro parti. Non ultime le segnalazioni del branco sulla carreggiata della trafficatissima via Santa Sofia dove – specialmente in tarda serata – sono molti i veicoli a sfrecciare e costretti a frenate d’emergenza che possono facilmente provocare incidenti e tamponamenti a catena.
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