Società

Renzo Piano: “L’università serve fino ai 23 anni”

Il celebre architetto genovese si rivolge ai giovani: “Abbiate coraggio, prendete qualche rischio, osate”.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito parlare di Renzo Piano, tra i più noti, prolifici e attivi architetti a livello internazionale, vincitore, tra gli altri, del Premio Pritzker.

Un’eccellenza insomma – tale da essere il primo italiano inserito nella Time 100 ovvero l’elenco delle cento personalità più influenti del mondo – da cui prendere consiglio. E il suo ultimo, rivolto ai giovani, è un po’ anomalo come dice lui stesso: L’università deve dare delle nozioni, degli strumenti, ma oltre una certa età, i 22-23 anni, non serve più dare troppe informazioni. L’unica cosa che serve è l’esempio, e la bottega qui funziona meglio”.

“Giovani – continua Piano – abbiate coraggio, buttatevi, prendete qualche rischio. Osate”. Il senatore a vita italiano non ha mai avuto una cattedra all’università, ma il tema dell’insegnamento lo affascina particolarmente.

Teoria e pratica inoltre devono convivere, proprio come faceva lui da giovane: “La mia era una specie di doppia vita: di giorno lavoravo nello studio di Franco Albini, che era il mio maestro, e di sera occupavo l’università”.

Infine, il segreto del suo successo? “Il gioco di squadra e saper condividere generosamente con gli altri il proprio lavoro creativo senza farne la contabilità”.