Società

Essere single non vuol dire essere soli e tristi: lo rivela una ricerca statunitense

7 milioni i single italiani e non si tratta più di “scapoli” e “zitelle”: ecco cosa emerge  da una ricerca ottenuta confrontando 814 studi.

Una ricerca che sfata uno stereotipo senza tempo: i single non sono soli e tristi, sono più aperti a veri esperienze rispetto a chi ha una relazione e riescono maggiormente a far valere le proprie scelte e i propri obbiettivi di vita. Riescono, inoltre, ad essere più consapevoli e ad avere uno sviluppo psicologico maggiore.

Questo è quanto si evince dalla ricerca “Quello che nessuno ti ha mai detto sui single”, presentata a Denver (USA) in occasione del 124° convegno annuale della American Psychological Association. I single hanno un maggiore senso di auto-determinazione e sono più inclini a vivere puntando sull’esperienza, sulla crescita e sullo sviluppo della persona. Siamo lungi ormai dai quadri che corrispondevano agli appellativi di “scapolo” o “zitella”, oggi in disuso. Secondo le ricerche, non ci sono dati in grado di dimostrare che vivere in coppia renda più felici e meno isolati. La ricerca ha lo scopo di lanciare un messaggio: “non c’è un progetto di vita più di successo rispetto a un altro”.

I single in Italia sono oltre 7 milioni in base ai dati Censis. Le ricerche dell’Università della California-Santa Barbara mirano ad estirpare gli stereotipi che da secoli caratterizzano i single. Sono stati rivisti 814 studi e dal confronto è venuto alla luce che chi non sceglie la vita di coppia tiene maggiormente in considerazione il proprio lavoro,  i genitori, i fratelli, gli amici, i vicini e persino i colleghi di lavoro.

Bella DePaulo, una delle autrici principali della ricerca afferma: “Ciò che conta è se siamo in grado o meno di trovare luoghi, spazi e persone che si adattano a chi siamo veramente”.