CATANIA – Presentata prima Biobanca del Meridione per la procreazione assistita, Basile: “Aiuti anche dall’Ateneo”

La Biobanca per la fertilità presso il Cannizzaro è stata ufficialmente presentata alla presenza delle autorità. Le equipe impegnate in questo progetto hanno mostrato come già nel corso di poco tempo la Biobanca sia riuscita ha produrre importanti risultati positivi. Fiore all’occhiello della sanità siciliana, potrà contare anche sulla collaborazione dell’Università degli Studi di Catania.

Alla presentazione della Biobanca per la fertilità era presente anche il Rettore dell’Università degli Studi di Catania. Il Magnifico ha colto l’occasione per ricordare come l’Ateneo si impegnerà ad aiutare la struttura nella formazione con percorsi sempre più mirati in questa particolare attività clinica, rafforzerà la collaborazione con tutte le strutture ospedaliere per abbattere le barriere per la salute pubblica perché la sanità è unica e, infine, interverrà nello sviluppo della ricerca in ambito sanitario per migliorare la Biobanca”. 

La Biobanca per la fertilità ha sede all’interno del Servizio di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Unità operativa complessa di Ginecologia e Ostetricia dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. L’obiettivo principale di questo progetto, che già conta un elevato numero di pazienti che vi si rivolgono, è quello di preservare la fertilità del paziente oncologico. Prima dell’istituzione della Biobanca presso il Cannizzaro, i pazienti del Sud Italia che, una volta sconfitto il tumore, volevano garantirsi la possibilità di diventare genitori erano costretti a recarsi al Nord Italia. Grazie all’apertura della Biobanca del Cannizzaro, la prima del Meridione di Italia, il servizio è più vicino alla popolazione residente nel Sud Italia. Infatti il servizio, spiega il prof. Paolo Scollo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, ha già fornito “5.920 consulenze, 20.548 ecografie e 2.716 tecniche già eseguite, ma soprattutto 106 crioconservazioni, 4 congelamenti, 1 gravidanza ongoing e ben 77 pazienti” si sono già rivolti al centro catanese.

Il prof. Scollo descrive nel dettaglio  l’importante missione della Biobanca. Infatti, circa il 3% dei dei casi di tumore maligno  viene diagnosticato in pazienti di età inferiore ai 40 anni, i quali a causa del trattamento chemioterapico rischiano di compromettere la loro fertilità. La conservazione delle cellule riproduttive si configura essere una delle soluzioni più efficaci per permettere ai pazienti di poter diventare genitori, qualora un giorno lo vogliano. Da qui si comprende l’importanza della Biobanca, un centro in cui convergono oncologi, ginecologi della riproduzione, embriologi e psicologi. Tutte le figure sanitarie specializzate idonee a collaborare a favore della fertilità del paziente.

Alla presentazione della Biobanca è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute on. Davide Faraone, che ha sottolineato “l’importanza di queste eccellenze in Sicilia che deve essere sempre più modello per la Sanità in Italia”, anche in considerazione del fatto che la Biobanca si rivolge come centro di riferimento ai pazienti di tutte le strutture, sia pubbliche che private ed è punto di riferimento anche per pazienti residenti in altre regioni del Mezzogiorno. Presente alla conferenza anche l’assessore regionale alla Salute on. Baldo Gucciardi, il quale ha evidenziato che la presenza della Biobanca  è “un nuovo passo importante per la Sanità in Sicilia, un fiore all’occhiello per l’intera sanità che potrà solo migliorare con le nuove dotazioni organiche frutto dei concorsi”. 

Leggi anche: CATANIA – Procreazione assistita: nasce la prima biobanca pubblica del Sud Italia

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