Una Siciliana come unica candidata europea agli Spotlight Award 2014. Ce ne parla Dario Cherubino

StampaAvevo diciannove anni e, senza ricordare come, mi sono ritrovata, per un’intera estate, a far animazione presso alcuni stabilimenti balneari. Tra balli di gruppo, mini Club, giochi in spiaggia, le scene che ricordo con più piacere sono quelle che si svolgevano durante il fine settimana. In quei giorni facevo da spalla al “capo” ed erano segnati da eventi,  giornate a tema, spettacoli da preparare, improvvisazioni in inglese con ospiti stranieri e lettere d’amore (per il capo) che mi vedevano fare da tramite. In quell’ estate, mi sono relazionata con tantissime persone e nell’ immediato raramente pensi che queste conoscenze possano permanere, mutare in amicizie, in confronto e stima. Così invece accadde con Dario Cherubino, il capo di cui sopra e direttore creativo di Azimut Creating emotions ma anche membro dello staff organizzativo di Lucca Comics and Games, di Etna Comics e fondatore della Federazione Ludica Siciliana. Spesso ci ritroviamo a ricordare vecchi aneddoti o confidarsi (forse questo lo faccio più io) progetti futuri con molta disinvoltura e, niente di troppo impegnativo, è nata una mini intervista, anzi come dice lui, una «chiacchierata».

Azimut – creating emotions è una pluripremiata meeting support company, specializzata nella creazione, pianificazione e produzione di attività di team-building e di spettacoli per la meeting industry, nonchè nella fornitura delle migliori soluzioni audio/video e tecniche per qualsiasi esigenza. Sebbene la sua sede sia in Sicilia, Azimut opera anche su Roma, in Toscana, e in tutto il territorio italiano. La siciliana Azimut – creating emotions è l’unica agenzia in Europa finalista nella categoria Event Company of the Year agli Spotlight Awards, premi dedicati al settore eventi che da oltre quindici anni la rivista Event Solutions consegna a Las Vegas.

 

  • Dario, una laurea in chimica, la passione per i videogiochi e una candidatura agli Spotlight Award 2014. Come sei riuscito a conciliare tutto e a trasformare le tue passioni in lavoro?

download (1)A dire il vero, non sono mai stato un grande appassionato di videogiochi. Mi piacciono i buoni fumetti (ma anche libri di ogni genere), e fin da bambino sono stato un grande fan dei giochi di ruolo (da tavolo prima, dal vivo poi), ma i videogiochi non mi hanno mai coinvolto davvero. Anzi, è stato proprio il gioco di ruolo dal vivo che mi ha condotto, per vie traverse e casuali, nel mondo degli eventi, mentre continuavo il mio cammino accademico alla facoltà di Chimica. Dopo la laurea, mi è toccato scegliere tra il proseguire una carriera tra provette e laboratori, o tentare una strada nuova in quello che è il mondo degli eventi aziendali. Ho ancora il camice nell’armadio da allora.

Quest’anno, Azimut, l’azienda che co-fondai, compie 10 anni.  All’inizio sembrava decisamente un progetto folle: fornire servizi relativi ad attività e intrattenimento per convention, meeting aziendali, congressi, lanci di prodotto… non esisteva niente del genere in Sicilia, sebbene aziende come la nostra fossero ben consolidate negli States come in buona parte dei paesi Europei. È stata una bella sfida e abbiamo attraversato periodi duri prima anche solo di riuscire a fare comprendere al mercato la nostra utilità e validità. Poi sono arrivati i riconoscimenti: una nomination agli Spotlight Awards di Las Vegas nel 2010 (nella categoria “Entertainment company of the year”), e poi la vittoria di un premio mondiale nel 2011, un “SITE Crystal Award”, con la dmc Bluestone, per il “miglior evento motivazionale in Europa”, organizzato per Philips; nel 2012, un altro riconoscimento mondiale, e Azimut è diventata il “SITE Champion of the Year” per il “miglior evento motivazionale aziendale”, vincendo oltretutto un viaggio in Messico (offerto dal governo del Messico). Solo da qualche giorno abbiamo saputo di essere tra i finalisti degli Spotlight Awards nella categoria “Event company of the year”, insieme a colossi come l’MGM Resort Events (di proprietà della celebre Metro-Goldwyn-Mayer) o Russell Harris event group (che organizza gli after party degli Emmy Awards per FOX television, tra le altre cose). Il che probabilmente significa che stiamo procedendo bene, ma il cammino è ancora molto, molto lungo…

  • La collaborazione con Sebastiano Previtera quando nasce?

Sebastiano entra a far parte di Azimut quasi per caso. Iniziammo a collaborare nel 2006, su un singolo progetto, e, dopo qualche mese, ci rendemmo conto che non avevamo acquisito un collaboratore, ma un vero socio. Da allora condividiamo ogni decisione, strategia, e sfida.

  • In cosa si distingue Azimut? 

È tuttora l’unica experience-design company in Sicilia, e tra le poche in Europa. Non ci occupiamo della logistica degli eventi (hotel, trasporti, catering), ma siamo specializzati nel progettare vere e proprie esperienze efficaci dal punto di vista della comunicazione, della formazione, della motivazione, del team-building.

  • In questo momento in cui tutti scappano dall’ Italia, cosa vi spinge a puntare su collaborazioni siciliane ed investire ancora sul nostro territorio?

Soffriamo tutti per l’eccessivo peso fiscale, per una burocrazia lenta e farraginosa, e per una classe dirigente spesso indolente quando non dannosa. Tuttavia la Sicilia può vantare un bacino di professionisti e professionalità da non sottovalutare, ed è una terra che ha ancora tanto da offrire. Noi scommettiamo decisamente sulla nuova generazione, e siamo certi la Sicilia sarà capace di cambiare e stupirci tutti.

  •  Raggiungendo questo nuovo traguardo, cosa vi aspettate al vostro ritorno da Las Vegas?

Beh, non vorrei che fosse preso per falsa modestia, ma la realtà è che il premio è decisamente irraggiungibile, e abbiamo da imparare parecchio da tutti gli altri finalisti. Diciamo che siamo ben contenti di essere arrivati fin qua, e già questo èun traguardo che ritenevamo quasi impossibile…

 

  • Per me siete un esempio da seguire, ma cosa ti senti di dire a quei giovani che stanno rinunciando ai propri sogni perché ritenuti un lusso che in pochi riescono a permettersi?

È una domanda che richiederebbe una risposta un po’ troppo lunga, per questa chiacchierata. Vorrei dire innanzitutto che sognare è sempre stato un lusso. Basterebbe guardare alla generazione dei nostri genitori, o dei nostri nonni: non vorrei apparire cinico, soprattutto per uno che ha costruito sui sogni la propria azienda, ma credo ci sia il deciso bisogno di conciliare le proprie aspirazione con la realtà. Avere i piedi per terra. Ci sono troppi aspiranti calciatori, scrittori, attori, ballerine. Per uno che riesce, centinaia falliranno, semplicemente perché ogni mercato è limitato. Bisogna avere il coraggio di sognare, ma anche la freddezza di valutare la durezza del percorso, analizzare i propri limiti, essere pronti a una dura gavetta, e infine perfino essere pronti a rinunciare, a trovare qualcosa di più adatto a se.

Nel mio campo, vedo tantissimi ragazzi affascinati dall’idea di organizzare grandi eventi sportivi o di moda, lanci di prodotto e colossali convention aziendali capaci di riempire uno stadio. Ma pochi resistono davvero alla prova del fuoco. Molti, ad esempio, non parlano inglese, e ti dicono, ingenuamente, che compenseranno con altre doti. Altri non sono disposti a fare la necessaria gavetta, e si credono già arrivati perché una volta hanno organizzato una perfetta festa di diciotto anni. La maggior parte sottovaluta l’importanza dei dettagli, e la necessità di avere profonde conoscenze in campi molto diversi tra di loro: tecnologia, scenotecnica, scienze sociali, musica, marketing, teatro… Insomma, non bisogna smettere di puntare ai propri sogni, ma bisogna anche capire cosa si è disposti davvero a sacrificare per essi…

 

  •  Quali progetti avete per il futuro?

Beh, speriamo di continuare per la nostra strada, creando sempre nuovi progetti e migliorando sempre più.

 

Dario oltre ad essere un amico per me è soprattutto un esempio, esempio di quella produttività catanese, di quella sicilianità che vuole imporsi, per meriti, in tutto il mondo.

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