f”Onorerò il mio mandato fino al termine e non deluderò i siciliani”. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, allontana con decisione l’ipotesi di dimissioni anticipate e risponde con fermezza alle indiscrezioni e alle tensioni politiche emersa negli ultimi giorni all’interno della maggioranza.
A margine del convegno “La Sicilia fa scuola”, svoltosi ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, il governatore ha fatto il punto della situazione, toccando i temi del dibattito elettorale, degli equilibri in Forza Italia e della linea di condotta sulle prossime nomine nei sottogoverni regionali.
Interpellato in merito a una sua ipotetica nuova candidatura alla guida di Palazzo d’Orléans, Schifani ha frenato la discussione giudicandola intempestiva e dannosa per l’operato amministrativo: “Il tema della mia ricandidatura non è all’ordine del giorno. Si vota tra un anno. Parlarne un anno prima è un dibattito stucchevole, fuori luogo. Stiamo facendo tante cose, purtroppo tutte queste grandi cose, che io ritengo anche utili e importanti per la società, vengono sovrastate da chiacchiere che offuscano quella che è l’azione di governo”.
Tensione in Forza Italia e il ruolo di Minardo
Il governatore ha poi liquidato i retroscena giornalistici legati ai recenti vertici di partito, definendo le ricostruzioni «spifferate da qualche malalingua» e rispedendole «al mittente»: “Ieri è stato un incontro tra vecchi amici, ci conosciamo da trent’anni. Abbiamo fatto l’analisi della situazione, poi c’è chi soffia sul fuoco naturalmente. Io sono sereno”.
Nello specifico degli assetti interni a Forza Italia — formazione che alle ultime consultazioni europee ha ottenuto un solido 23% in Sicilia —, Schifani ha sollecitato un impegno costante al coordinatore commissario Nino Minardo: “Mi interessa che il partito in Sicilia abbia una guida, anche se capisco bene che la guida commissariale è sempre una guida parziale perché non è a tempo pieno, perché Minardo fa anche il parlamentare». L’auspicio espresso dal governatore è che il deputato possa dedicarsi «a tempo pieno, nei limiti del suo mandato parlamentare» alla gestione del partito nell’Isola, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti con le elezioni amministrative.
Nomine e sottogoverni: “Parere dell’Anticorruzione dove serve”
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato le imminenti nomine negli enti e negli organismi della Regione, ambito in cui il presidente promette una linea di massima severità: “Ci sono dei sottogoverni da nominare e su questo sarò ancora più rigoroso, soprattutto alla luce anche di tante vicende. Occorre alzare l’asticella del rigore, del controllo”.
Schifani ha annunciato che per assicurare la massima trasparenza non esiterà ad attivare i canali istituzionali di verifica preventiva: “Non escludo che, in alcuni casi, per alcune nomine, dovrò ricorrere a un parere all’anticorruzione”.












