“Di fronte ai gravissimi danni che ha subito la Sicilia, il governo non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Giorgia Meloni si fermi sul progetto del Ponte sullo Stretto e riprogrammi quelle risorse per i territori colpiti”, questo quanto dichiarato dalla segretaria del Pd Elly Schlein.
Così continua: “c’è più di un miliardo stanziato per il 2026 che comunque non può essere usato per lo stop della Corte dei Conti. Anziché sprecarlo, lo destini immediatamente alle opere di messa in sicurezza e ricostruzione nei territori colpiti. È incomprensibile ostinarsi a destinare miliardi su un’opera faraonica che nemmeno i siciliani vogliono, mentre intere comunità fanno i conti con danni enormi, infrastrutture fragili e un territorio sempre più esposto agli effetti della crisi climatica. Servirebbe un grande piano di prevenzione del dissesto idrogeologico. La priorità ora sia la sicurezza delle persone, non l’impuntatura ideologica e la propaganda”.
Le ipotesi della frana
“L’innesco della frana di Niscemi potrebbe essere stato favorito dal cedimento di strati profondi del terreno in connessione con la presenza di sacche di gas metano”. Questa l’ipotesi avanzata dal segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro, sulla scorta delle particolari caratteristiche geologiche dell’area. “Se una bolla di gas collassa- spiega Santoro- il peso degli strati sovrastanti può determinare una perdita di equilibrio dell’intero sistema, provocando un cedimento degli strati profondi”.
In altre parole, il vuoto lasciato dal gas può essere parzialmente sostituito dall’acqua, che però non garantisce la stessa capacità di sostegno, favorendo così lo scivolamento dei terreni sovrastanti. Le diverse indagini geognostiche mirate potrebbero accertare la reale incidenza del fenomeno sulla frana di Niscemi.













