Torna d’attualità l’ipotesi di un taglio del canone Rai, ma con una clausola vincolante: l’eventuale riduzione per i cittadini dovrà essere interamente coperta da altre forme di finanziamento pubblico, che dovranno essere preventivamente individuate.
La misura è contenuta in un emendamento al testo di riforma del servizio radiotelevisivo pubblico, in corso di discussione al Senato. La proposta porta la firma dei due relatori di Forza Italia, Claudio Fazzone e Roberto Rosso, nell’ambito dell’iter che da mesi vede la Commissione Ambiente e Telecomunicazioni impegnata sull’analisi del provvedimento.
Il testo, che attende il voto in commissione, introduce una specifica garanzia finanziaria a tutela delle casse della concessionaria pubblica. In particolare, il comma b dell’emendamento stabilisce che:
“Per garantire l’adeguatezza, la sostenibilità e la prevedibilità delle risorse finanziarie necessarie a coprire il costo di fornitura del servizio, l’eventuale variazione negativa del canone di abbonamento è condizionata al reperimento di altre corrispondenti forme compensative di finanziamento pubblico da riconoscere alla società concessionaria”.
L’obiettivo dichiarato dalla proposta è dunque quello di tutelare il bilancio della Rai e l’erogazione del servizio pubblico, subordinando qualsiasi futuro sconto in bolletta per i contribuenti all’effettiva copertura economica da parte dello Stato. La palla passa ora alla Commissione per la votazione del testo.












